mercoledì 8 gennaio 2014

Ogni serie tv ha il suo libro! Se vi tremano i polsi al pensiero di Dottor House e Jon Snow, se non avete dimenticato Carrie e compagne, se bivaccate davanti Walter White e alla dolce Jess, questi sono i libri che fanno per voi!

Ed ecco che il fortuito ritorno della linea adsl (non mia) mi permette di scrivere nuovamente un post decente. Allordunque, vi avviso che il post di ieri è solo il primo di una serie in cui affronterò il misconosciuto mondo degli sceneggiatori tv e non. Un magggico e variegato mondo tenuto spesso nell'ombra. Tuttavia, poiché non so come mi avete fatto l'immane piacere di leggere numerosi anche ciò che sono riuscita a produrre in 50 minuti di terrore in biblioteca, oggi eviterò di tediarvi con spiegoni da Superquark e dedicherò un nuovo post alle serie tv. Precisamente ai libri che, almeno secondo me, dovreste leggere se vi piacciono determinate serie televisive. Pronti a partire? Si va.
 (Ovviamente la mia è solo una pallida selezione di tutto ciò che l'america è in grado di fornirci a gittata continua. In Italia a parte "Montalbano" non so neanche più cosa si produca).

BREAKING BAD:
La sceneggiatura contemporanea ama l'eroe negativo. Basta co' 'sto stupido manicheismo che ti fa vedere che esistono il bene e il male, la vita è fatta di sfumature! Non è che se uno compie un genocidio di massa non ci debba avere le sue ragioni. Magari ha una vita sentimentale complicata, magari da piccolo gli hanno ucciso il cane e non si è mai più ripreso dal trauma, magari è un mafioso che però c'ha i sensi di vuoto e cade in depressione (acc, già usata questa). Il nuovo trip degli sceneggiatori è farti appassionare all'eroe negativo. Così, ecco pronto "Breaking bad" dove un prof di chimica del New mexico a cui rimane poco da vivere, tanti debiti, due figli, sfighe annesse e connesse, decide di usare la sua laurea con un senso e si mette a produrre metanfetamine. Se anche voi parteggiate per lui non potete non leggere "Mr. Nice" aka Howard Marks ora in ed. economica per Beat. Professore di fisica fricchettone si dà allo spaccio mondiale di droghe leggere, intrattiene rapporti coi servizi segreti e le mafie di mezzo mondo, vive una vita sicuramente meno drammatica del povero Walter White, sfigato sin dal nome, dandosi alla pazza gioia fino all'estradizione. 

ORANGE IS THE NEW BLACK:
Fatelo girare!

 Se siete lesbiche conoscete di sicuro questa serie che fa impazzire tutte noi. Siccome infatti non ci reputavamo abbastanza malmesse nell'immaginario collettivo, abbiamo avuto bisogno di una serie ambientata in un carcere femminile per avere una specie di seguito di "L word". Anche qui un'irreprensibile studentella diventa un corriere della droga per compiacere la sua focosa amante dai grandi occhi azzurri (ve lo dico a me l'attrice che fa la focosa amante non mi piace, anzi, sembra un porcello). Dieci anni dopo, quando ha dimenticato il suo tristo passato e fa teneri saponi con la sua migliore amica, il passato torna a prenderla e viene ingabbiata per due anni. Cosa accade in un carcere femminile? Tante cose disgustose a livello igienico, tante angherie dovute a strane gerarchie e tante storie lesbiche. Se la vita carceraria femminile (quella vera) vi incuriosisce, consiglio a voi tutte (c'è qualche uomo che segue la serie?) "Ricci limoni e caffettiere" edizioni dell'asino, un libretto scritto dalle donne detenute nel carcere di Rebibbia molto grazioso. Cosa si prova appena si entra in carcere? Quali accorgimenti usano le detenute per abbellire le proprie celle? Come si truccano e rimediano prodotti per il corpo? Uno sguardo particolare sulla vita carceraria, quasi un manuale di usi e costumi proveniente da un altro pianeta.

DOTTOR HOUSE: 
Anche qui l'eroe negativo imperat e la dicotomia medicosaggioeintelliggentissimoeguaritore e zoppomalvagioalcolizzatocheodiailmondo fa a pezzi i sogni di tutte le donzelle che anelano al dott. Shepherd. Vi sentite orfani delle sue indagini che invocavano vairus e lupus ogni tre per due? Riguardate incessantemente puntate in cui bambini del South Carolina venivano afflitti da assurde malattie tropicali senza un vero perché (salvo poi scoprire che un vicino di casa aveva scavato un nido di tarantole della Tanzania in giardino)? Vi domandate ancora come possa la fidanzata di Wilson essere morta in un modo tanto artificioso per la serie sceneggiatori che ve siete fumati? Allora non potete perdervi "La vita immortale di Henrietta Lacks" di Adelphi, in cui viene raccontata la fantascientifica storia (tutta vera) delle cellule HeLa. Cosa sono? Cellule tumorali che si riproducono alla velocità della luce, tanto da essere praticamente immortali e da decenni provengono da un lontano campione prelevato ad una donna, Henrietta Lacks, morta in giovane età. Né lei né i suoi familiari hanno saputo fino alla stesura di questo libro che grazie a quelle cellule si sono svolti (e si svolgono) nei laboratori di tutto il mondo millanta ricerche scientifiche. Sì, a leggerla così sembra un po' inquietante e sanguinolenta, ma la storia è affascinante e verissima. E se avete retto tutte le porcherie di Dottor House di sicuro reggerete e apprezzerete anche questo.

SEX AND THE CITY:
L'ho letto con questa inquietante
copertina.
Allora ve lo dico: è una delle mie serie preferite in assoluto. Decade moltissimo nell'ultima stagione (non parliamo dei film, il secondo è da denuncia), ma ha parlato di sessualità femminile come nessuna serie tv è mai riuscita a fare.  Se volete dare un'educazione sessuale come dio comanda ai vostri figli, maschi e femmine, questo è il telefilm per loro (no, non diventeranno dei ricci copulatori, ma delle persone che eviteranno di scrivere libri come "Il sesso santo". Ve lo ricordate? Quello in cui le tre coppie di sposi religiosi chiamavano la vagina "la cosina"). L'unica cosa che mi aveva a lungo lasciata perplessa era stato il personaggio di Samantha. Davvero esistono donne non solo tanto insaziabili, ma anche tanto intraprendenti e soprattutto con tanta energia? Ne ho dubitato fino alla lettura di "Paracadute e baci" di Erica Jong. Allora, la cara Erica meriterà un post a sé. Diciamo che di lei io ho apprezzato davvero solo il celebre "Paura di volare". Ho trovato carino "Come salvarsi la vita" e mi sono chiesta il perché di questo "Paracadute e baci" (molto diverso dai precedenti per l'ideologia di fondo). Una scrittrice, di fronte al fallimento non previsto del suo terzo matrimonio, entra in una sorta di larvale depressione da cui tenta di risollevarsi facendo sesso con mezzo mondo. Tutto e dico tutto e anzi pure di più, quello che faceva Samantha nella serie viene raccontato nel libro. Ciò che rende questo libro completamente differente dai mille erotismi che vanno ora di moda, è l'intelligenza, la grande ironia dell'autrice/protagonista nonostante il continuo frignare. Ha avuto la capacità di rendere un continuo sfilare di amanti improbabili non un libro erotico, ma un peana ad un matrimonio. Samantha Jones è stata chiarissimamente ispirata a Erica Jong, nessuno può togliermelo dalla mente.

IL TRONO DI SPADE: 
E' inutile che vi proponga simil saghe, il vasto mondo del fantasy rapisce i cuori in modo random, senza preavviso e a gusto completamente personale. Sposare la saga è come sposare il propr* fidanzat*: nessuno può capire perché ti piace e se cerchi di proporlo a qualcun altro, soprattutto agli amici, scoprirai che non è che tutti lo/la trovano avvenente come capita a te. Ecco che vi propongo perciò uno di quei bei libretti di filosofia smart and go che tentano di spiegarti Aristotele partendo da qualsiasi cosa. In questo caso ovviamente parlo de "La filosofia del trono di spade". Vi domandate per quale cavolo di motivo Ygritte dica in continuazione al povero Jon Snow: "Tu non sai niente"? Vorreste capire come fa la bionda Targaryen ad adattarsi con relativismo culturale a gogò a tutte le culture esotiche che incontra? Non capite ancora cosa abbia spinto Eddard Stark a suicidarsi ammettendo di essere un traditore? La regina Cersei è davvero perfida come sembra o la dipingono così? E che caspita di ordine non religioso è quello dei corvi?
 Il libretto va giù che un piacere e potrete persino tirarvela dicendo di aver capito l'esistenzialismo francese grazie ad Arya Stark. Ciò detto, secondo me Martin non vedeva nella sua saga la metà delle cose che ci ravvisa questo libro. Ma insomma, è capitato pure a Dante.

NEW GIRL:
L'hipster più amata della tv rappresenta degnamente una generazione di trentenni molto più poveri, confusi e sicuramente meno ambiziosi di quella precedente. La visione comparata di "Friends" e "New girl" vale più di mille studi sociologici al riguardo. Se prima tutti ambivano allo splendido lavoro, alla casa ggggiusta, ai vestiti wow e da stagisti diventavano dirigenti in una casa di moda (la miracolata Rachel), la cara Jess vuole solo fare l'insegnante elementare e per colpa dei tagli governativi viene pure licenziata in continuazione. I suoi coinquilini sono un barista, l'assistente di un cronista radio e un manager perfezionista che lavora in uno spietato gineceo dove tutti vogliono fargli la pelle e non solo. Se questa non è decadenza non so cosa sia. Se anche voi amate le hipsterate definitive ecco per voi "Il kit del 21° secolo. 625 cose che devi sapere del mondo di oggi" ed. Vallardi. C'è tutto: i disegnini fighi, ma essenziali, la copertina con la mascherina di Anonymous, il titolo col numero dentro. Leggero e sbarazzino, è scritto in quel modo finto ironico che vi farà pensare "Oh mio dio quanto sono hipsteramente alla moda!". Nel caso amaste il telefilm, ma non gli hipster (ma non credo sia possibile), in alternativa vi propongo "Joséphine" di Penelope Bagieu ed. Hop!. La travagliata vita di una single parigina poco sex and the city, molto imbranata, con tanta ciccia tutta sui fianchi, cari amici, malvagi padroni di casa e discutibili ex. Carino e veritiero. Dalla casa losangelina a quella francese, tutto il mondo è paese.

Ecco, la prima lunghissima tranche è finita! A presto il seguito! Voi di quale serie siete enormemente fan? Forza, ci son consigli per tutti (quelli non mancano mai).

7 commenti:

  1. In stile Dr House suggerisco "Vedi di non morire" di Josh Bazell, a volte un po' fuori dalle righe ma divertente

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  2. l'italia ha prodotto Boris, sciamannata che non sei altro!

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    1. Sì, ma Boris non c'è più :(

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    2. Ma la seconda stagione di Boris sembrava "Gli occhi del cuore"! XD

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    3. Già prima era difficile guardare una serie media italiana, dopo "Boris" è diventato impossibile.

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  3. E cmq, il cattivochenonèpoicosìcattivo definitvo è Earl, quello della lista.

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    1. No, Earl non è cattivo. Earl è il classico fannullone arrabbattone. Avevo un amico identico.

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