martedì 13 maggio 2014

Un grande fumetto per un grande salone: "Il salone del libro di Torino 2014, secondo me". E' davvero er mejo salone d'Italia o c'è qualcuno che lo batte? Campanilismo librario.

Ed ecco il faticosissimo fumetto sulla mia visita di domenica al salone del libro di Torino!
 Presa da impeto, ho disegnato ben quattro pagine (una cosa per me monumentale). Spero che si evinca che, oltre a mangiare come un porco, mi sono anche divertita molto. Poi sì, lo so, ho indugiato in quello che è il peccato originale di chi è di Roma e dintorni, ma io so che a dicembre mi darete ragione!







7 commenti:

  1. sei più campanilista di Totti il giorno del derby :D

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    1. Dai Impossiball, gli estranei hanno ragione: i romani fuori da Roma sono un incubo che ripete come un mantra "Roma è mejo" :P

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  2. davvero bello! Avrei voluto esserci :)

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  3. Ho sentito parlare molto bene del Salone di quest'anno e del grosso incremento di vendite, dove si sono spesi molti elogi per alcuni libri.
    Al che mi è sorta una curiosità
    Gli addetti ai lavori delle CE si sono dilungati in complimenti per la riuscita dei romanzi di Gungui, ma parlando con commessi delle librerie dove sono andato, quando ho chiesto se avevano delle copie di tale autore, mi è stato detto che non le tenevano perché non vendevano, le ordinavano solo su richiesta del cliente. Allora, dove sta la verità? Vende davvero e io sono capitato in librerie "sfortunate" oppure si cerca (come spesso accade) di edulcorare la realtà?
    Tu che sensazione hai di questa cosa, lavorando nel settore?

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    1. Non ti saprei dire le vendite di Gungui dalle mie parti, di sicuro lo teniamo. Bisogna capire loro cosa intendono per buona riuscita, tutto è relativo: magari esaurire una tiratura per loro è un risultato ottimo (sto tirando a caso eh). Per quel che riguarda ciò che le librerie tengono a catalogo fisso fisicamente, bisogna tenere conto che per ovvie ragioni di spazio magari tengono poche copie (o una sola) di un titolo, anche se vende. Non è che trenta persone vengano in una settimana a chiedere un titolo come Gungui, in genere si vede qual è la media di vendita e in base a quella si tengono un tot di copie. Però io parlo molto vagamente, nel senso che può darsi ci siano librerie che per ragioni loro decidano di tenere solo un tot del catalogo e ordinare il resto su richiesta (così non hanno invenduti). Io ho parlato con tanti piccoli editori al salone e devo dirti che molti mi hanno detto che nel loro piccolo a loro va bene. Coi grandi gruppi non mi son presentata, sia perché non ho perso tempo a visitarne gli stand (so già cosa vende la Mondadori per dire) sia perché mi sentivo cretina a dire "Ciao ho un blog volevo fare qualche domanda!". Magari se a dicembre riesco ad andare a Roma (ma ci VOGLIO andare quest'anno) mi farò meno scrupoli e qualcosa alla Sellerio o alla Newton gliela chiedo. Il sistema libro è moooooooolto complesso.

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    2. Riuscire a capire è qualcosa di arduo in questi casi, perché non vengono quasi mai mostrati i numeri di vendita. Nel mio piccolo ho fatto qualche domanda nelle librerie dove sono passato, ma non sembra che il libro in questione venda molto.
      Altro discorso invece si può fare sulle affermazioni che sia un capolavoro. Mi è capitato di trovare una copia di Inferno in una libreria e di aver letto diverse parti del romanzo e non è certo tutte quelle lodi sentite: scrive in italiano corretto, questo sì, ma si mantiene sulla media di uscite che ci sono state (purtroppo) nel fantasy in questi ultimi anni.

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