giovedì 31 luglio 2014

"Il cliente svizzero", un pomeriggio in compagnia di questa simpatica creatura elvetica.

Tempo fa feci un post sui clienti stranieri. 
 Alcune nazioni hanno simpatiche peculiarità, altre non sono pervenute, altre rimangono anonime. I clienti svizzeri in genere si palesano sempre. Provengono ovviamente in larghissima parte dal Canton Ticino e parlano un italiano colmo di vocaboli un po' strani (un mio ex coinquilino che andava spesso in Svizzera per lavoro era sconcertato dal loro italiano e citava sempre il sacro ammonimento stradale: "Moderare la sveltezza"). 
Oltre a ciò, le loro qualità più significative sono: 
1) Pretendere di trovare un'infinita lista di libri prima di tornare in mezzo alle alpi in tipo due giorni e conseguentemente arrabbiarsi se ciò non accade. 
2) Avere quella strana aria di sufficienza da "So che sei italiana e perciò imprecisa perciò sarò diffidente nei tuoi confronti". 
 Lo ammetto, può essere che la seconda istanza sia una mia suggestione dovuta alla non proverbiale simpatia che provo per questo amabile popolo, ma andiamo avanti.
 Ieri un cliente particolarmente molesto e svizzero ha hackerato il mio pomeriggio con una serie di illazioni, domande e domandone finale. Volevo semplicemente trascrivere le nostre infinite conversazioni su fb, ma era davvero troppo lungo, così ho pensato di fumettare l'evento.
 Ecco perciò a voi "Il cliente svizzero". Colleghi elvetici vi sono vicina.




13 commenti:

  1. Da mezzo svizzero, ho riso e provato forte compassione.

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  2. bah! gli svizzeri. gente strana.

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  3. Però ha ragione! I libri sono stati sfogliati da altre PERSONE (non voglio immaginare si fosse trattato di animali), che forse hanno anche letto qualche pagina, quindi sono usati. XD
    Mi dispiace per te, davvero, non dev'essere facile resistere sempre alla voglia di mandare i clienti a farsi un giro.

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  4. Beh, i pazzi sono in tutto il mondo. Non conoscendo gli svizzeri mi auguro che quello che hai incontrato non sia un campione significativo.

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    1. Certo, ma quello che lo rendeva particolarmente assurdo e divertente era il suo riferirsi alla Svizzera come un posto esotico

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  5. Questo dimostra che la gente molesta è molesta anche se Svizzera! ahahahahah

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  6. Allora. Io sono svizzera e sono pure una libraia! Quello lì deve essere stato un vero idiota perché anche dai noi esistono le biblioteche e nelle librerie non si prende niente in prestito!
    Lo sanno anche i paracarri che in Italia si paga in euro! Anche se da noi invece ci sono gli italiani che vogliono pagare in euro (e noi non li accettiamo per via del cambio), queste cose si sanno!
    Comunque c'é gente strana dappertutto, probabilmente quello era Luganese, sono molto snob e credono di sapere tutto (sui libri).

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    1. Ripeto anche qui. Il fatto che fosse svizzero in questo caso era fondamentale perché lui motivava tutte le sue stranezze con "Ah, ma in Svizzera è così" "Ah, ma qui non usa?" come se parlasse di un paese esotico. In generale come ho detto, gli svizzeri hanno la fissa che in un pomeriggio devono trovare tutti i libri che cercano e sono sconcertati se ciò non gli riesce (immagino le librerie svizzere fornitissime a questo punto).
      Il punto sulla compassione sulla Svizzera è perché per un periodo ho abitato in un posto in cui c'erano persone che per ragioni di lavoro andavano e venivano dall'Helvetia e non ne facevano resoconti piacevoli. Era un mix di noia, divieti continui, banche e montagne. Nel mio immaginario c'è perciò questa immagine della Svizzera come un posto tremendo (c'è da dire che le campagne ticinesi contro i frontalieri non aiutano, anche se dal mio punto di vista romano è esilarante vedere le persone del nord sentirsi trattate da "terrone" come se fosse un fatto sconcertante). Non so se mi sospingerò mai in Svizzera, credo di sì, sono curiosa e la Highsmith che amo molto, la adorava (in verità anche per il regime fiscale, ma principalmente per il paesaggio).

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  7. Non ho capito cmq perché dovremmo avere la sua compassione perchè viviamo in Svizzera... mah...

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    1. Isabella, non prenderla a male!
      Io sono italiano e vivo a Ginevra. Adoro la Svizzera, mi ci trovo benissimo, però a me e a molti italiani sembra davvero strana.
      Già il fatto di vedere i mezzi pubblici sempre in orario ci fa sentire su un altro pianeta :-)
      E nonostante Ginevra non sia una città noiosa, notavo proprio in queste settimane in cui ci sono le Fêtes de Genève che non c'è quello che solitamente in Italia è percepito come il vero casino che ci si aspetta da una città in festa. Il divertimento qui è piuttosto compassato :-)
      A me piace che sia così, però parlando con una coppia di Roma è saltato fuori che loro trovano che Ginevra sia una città dove non c'è nulla da fare. Io non sono d'accordo, ma di certo non può essere messa a confronto con le opportunità di divertimento che ci sono a Roma.
      È anche vero che capita che alcuni svizzeri del Ticino approccino gli italiani con una certa qual aria di superiorità e anche se spesso capisco il perché, soprattutto se faccio confronti su uffici pubblici e servizi al cittadino, non è una sensazione piacevole.
      A noi italiani piace notare i difetti dell'Italia, ma non ci piace che ce li facciano notare gli altri :-)

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    2. comunque era comprensione, non compassione eh -.- (grazie per la spiegazione migliore della mia blunzer! Quando senti dire dai bergamaschi che Losanna è noiosa immagini la Svizzera come il deserto dei tartari...)

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  8. Se ti dovesse capitare di nuovo uno Svizzerano, pardon, uno Svizzero che ti fa salire l'omicidio con la storia dei libri usati perché liberamente sfogliati o maneggiati dalla clientela, rifiuta i suoi soldi sostenendo che è evidente che non sono nuovi, ma di seconda mano, visto che sono stati maneggiati da altre persone. A quel punto rincari la dose con: "siccome i suoi soldi sono di seconda mano, valgono la metà, ergo mi deve due volte la cifra XYZ€". :D

    Sono abbastanza sicuro che cambierà idea sui libri sfogliati che diventano automaticamente usati.

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  9. Io in parte lo capisco per la storia dei libri "usati": da poco ho comprato un libro nuovo sgualcito, e volevo chiedere al commesso se non ne avessero altre copie da qualche altra parte (poi ho rinunciato per pudore). Al 90% io compro libri usati, ma quelle volte che compro libri nuovi (a prezzo pieno), vorrei che fossero davvero intonsi e illibati. Se ci sono 10 copie, valuto maniacalmente la meno rovinata di 10, in particolare sul dorso. Se il libro è avvolto nel cellophane poi, sono massimamente contenta. Non credo di essere l'unica a avere questa preoccupazione, no?

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