venerdì 3 aprile 2015

Ma la narrativa Lgbt ha ragione di esistere? E che cos'è? E chi la legge? Una breve apologia e tre punti per spiegare l'esistenza di un genere che in un mondo ideale forse non esisterebbe (o forse sì).

Vari commenti del post sul BookPride si soffermavano sulle mie perplessità della vignetta sulla Playground, casa editrice specializzata per il pubblico Lgbt.
Dal libro de Lo Stampatello "Perché hai due mamme?"
In realtà avevo solo una vaga idea della sua esistenza attraverso le recensioni di Pride, un mensile della gaya comunità (principalmente maschile come quasi tutte le cose della gaya comunità) che ne vantava le trame a base di intrecci omosessuali.
Trovando il loro stand al BookPride ero andata a molestarli praticamente certa che avessero anche qualche storia lesbica, scoprendo invece che per scelta avevano (per ora) deciso di non perseguire l'intento e il target femminile.
 Poiché io sono una che legge tutto quello che le interessa, di qualsiasi casa editrice, di qualsiasi genere, senza pregiudizi di nessuna sorta e seguendo il mio gusto personale (leggo perciò dal fantasy all'horror, dalla saggistica ai libri per ragazzi), prima di iniziare a cercare libri per le recensioni di LezPop non mi ero mai davvero accorta di quanto l'editoria ignorasse in modo praticamente plateale il mondo omosessuale.
 Certo, anche io in adolescenza ho avuto il mio periodo: "Voglio cercare me stessa e per questo userò dei libri che mi rispecchino e mi svelino a me stessa". Tuttavia all'epoca ebbi la straordinaria fortuna di incappare per caso nella saga di Darkover di Marion Zimmer Bradley (probabilmente la saga fantasy più queer della storia) e nelle raccolte de "Le principesse azzurre", una serie, curata da Delia Vaccarello, purtroppo attualmente fuori commercio, che aveva la straordinaria capacità di racchiudere un racconto più brutto dell'altro, ma che almeno parlava di donne che amavano le donne.
 Poiché non mi serviva un'intera bibliografia gay, ma solo qualcosa a tematica nella massa di ciò che leggevo, ciò mi bastava e avanzava e soddisfava.
Dal libro de Lo Stampatello "Perché hai due papà?"
 Dopo due anni che collaboro con LezPop però l'amara verità è ormai evidente: i libri che recensisco devo andarli a cercare con complesse ricerche sia biblioteconomiche che internettiane e comunque la metà di essi sono ormai fuori commercio, con grande scorno delle lettrici.
  Ciò ci sbatte in faccia un'amara verità tutta italiana: in Italia i libri con protagonisti Lgbt sono pochissimi e, soprattutto, non sono quasi mai donne.
 Immagino che i motivi principali sia il solito: le lesbiche sono state storicamente e socialmente meno visibili dei gay maschi e si tende sempre a dimenticare che esistono.


 In ogni caso per dare un quadro della situazione ecco che di seguito sviscererò il tema in tre rapidi punti:


E' SEMPRE LA STESSA STORIA (?):
Un libro che fa male e poi fa male
In Italia i libri Lgbt, i rari che si trovano in commercio, raccontano tutti la stessa identica storia. Dal terribile  "Cronaca di un disamore" di Roberto Cotroneo a "Splendore" della Mazzantini, da Aldo Busi in tutto il suo splendore.
 In alternativa, ma sempre al maschile, i gay sono molto autoironici. Non è che non sia vero, è un grande modo per autodifendersi dal mondo malvagio e da tutte le cattiverie e frecciatine che dall'infanzia all'età adulta ci affliggono.
  Ci vuole una buona dose di sarcasmo per non prendere a male i ragazzini che si prendono per i fondelli dandosi del frocio o per non saccagnare di botte il collega che fa commenti sghembi su ogni donna vagamente mascolina che vede ("Me sa che è una lesbicona"), per farsi una ragione del non potersi baciare in pubblico e discutere col prossimo sul fatto che sì, il matrimonio gay è una priorità, anche se a lui non sembra.
 Il risultato sono le storie frizz frizz di Matteo B. Bianchi o "Goditi il problema" di Sebastiano Mauri o ancora "La kryptonite nella borsa" di Cotroneo. Meglio del drammone, ma:
1) Non esiste il corrispettivo lesbico.
2) Molto bello che esistano ben due trame o filoni, non potremmo che so, farli diventare dieci? O venti? O tutti? Un horror con protagonista gay, un giallo con protagonista lesbica.
 (Sì, lo so, esiste "Volevo solo un biglietto del tram" di Sarah Sajetti, l'ho comprato e trovato penoso. Si gradirebbe narrativa con protagonisti Lgbt, ok, ma decente).

PERCHE' LEGGERE UN LIBRO A TEMATICA LGBT?:
 La domanda è: perché leggere un libro a tematica Lgbt? O anche: ma i libri a tematica Lgbt li leggono solo i gay?
 No, i libri a tematica gay se sono davvero scritti bene e non esistono solo in funzione della loro gaytudine li leggono tutti. Prova provata l'esistenza di Isherwood, del "De profundis" di Wilde, dei libri di Jeanette Winterson, dei tre quarti de "Memorie di Adriano" ecc. ecc. ecc.
 Il motivo per cui a me ogni tanto va di leggere una storia a tematica è semplicemente la voglia di variare un po', avere il gusto di trovare una storia in cui riconoscermi un po' di più.
 Qui entriamo in un territorio spinoso: ma le storie d'ammmore non sono tutte uguali? Ma le storie in generale non sono tutte uguali a prescindere dall'orientamento sessuale dei personaggi?
 Certo, ma ci sono circostanze che possono essere diverse.
 Esempio: vi piace l'horror, ma avete una predilezione per le storie con i vampiri. Non leggete solo quelle, ma insomma, vi fa piacere di tanto in tanto leggere di canini sciabolanti e fiumi di sangue per mantenere la vita eterna.
 E' un po' il concetto dei siti che vendono libri: "Se stai comprando questo allora potrà piacerti anche quest'altro".

HA RAGIONE DI ESISTERE UNA NARRATIVA LGBT?
 Lo spettro del ghetto è sempre in agguato. Ha senso distinguere dei libri a tematica Lgbt dalla narrativa mainstream? Cos'è che infine rende differente un libro generalista da uno Lgbt? In realtà bisognerebbe capire un fatto fondamentale: cosa sia un libro a tematica Lgbt.
 Secondo la mia personale interpretazione, è incanalabile in tale filone quello in cui la cui storia è incentrata unicamente sul fatto che il protagonista è gay, che non è necessariamente limitante visto che ha dato frutti come il bellissimo "La lingua perduta delle gru" di David Leavitt (e se non lo avete letto ve lo straconsiglio) e sì ha ragione di esistere.
 I ragazzini e le ragazzine hanno diritto a trovare dei libri in cui adolescenti come loro si possano innamorare di persone dello stesso sesso (filone fiorente in Usa che sta prendendo piede in Italia, persino l'autore di "Colpa delle stelle" ha scritto una storia gaya per young adult "Will ti presento Will"), gli adulti e le adulte hanno diritto a sospirare su una commissaria che tra un'indagine e un'altra si intrattenga con fimmine con vestiti a fiori (come nei libri della Holt) e compagnia cantante.
 Ci sono miliardi di storie da raccontare, perché domandarsi se alcune hanno più diritto di esistere di altre?

 Spero di aver dissipato le nebbie al riguardo, di sicuro il 90% di voi non si è mai posto il dubbio, ma il 10% magari sì. E in ogni caso, quando vedete qualche libreria con una sezione Lgbt pensate ai ragazzini che si vergognano troppo a chiedere al libraio se c'è qualche storia a tematica gay, che il mondo a una certa età, fa ancora più paura.

Ps. Editori in ogni caso, di narrativa con protagoniste lesbiche c'è davvero troppo poco, vedete di fare qualcosa. Non è possibile che quando alle fiere del fumetto chiedo "Avete qualcosa a tematica lesbica?" mi si risponda, "No, i porno non li abbiamo portati".

8 commenti:

  1. hai ragione su tutto, e pure io, da maschio gay, ho notato la quasi totale assenza nell'editoria di lesbiche (anche se, da appassionato di fumetti, ho scoperto tutto un sottomondo di fumetti indipendenti a tema lesbico che wow!), non che il panorama maschile sia meglio, però, si va dal drammone, al racconto del terrore dell'aids degli '80 (non ho niente contro il raccontare quel periodo, ma non avendolo vissuto, ed essendoci gay nati dopo, sarebbe bello leggere altro), a quelle cose orribili che boh, dovrebbero essere definite "harmony gay" o porno soft, in senso dispregiativo. e parlo del mercato internazionale, lingua inglese, perché in italia...
    e volendosi allargare anche a tematiche transessuali, che così li facciamo tutti gli lgbt, c'è solo da piangere.
    io penso che i problemi principali siano due: un po' la ghettizzazione del libro, viviamo in un mondo abitato da qualunquisti, e, purtroppo, in un libro con un personaggio gay, viene visto solo quello; e poi il target, gli omosessuali sono una minoranza, e i lettori anche, e i lettori omosessuali è probabile che sia pure peggio, credo che sia un target visto come di poco interesse
    e certo che "no i porno non li abbiamo portati" fa male!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Più che altro a me viene sempre da dirgli "Ma siete completamente cretini?"

      Elimina
  2. Io trovo normale che un gay, una lesbica, un trans vogliano leggere (anche) libri a tematica lgbt. Lo dico perché tra i commenti all'altro post ho notato anche meraviglia, in proposito. "Ma perché, non ti basta la letteratura 'normale'?" No, non basta, perché credo che ogni lettore abbia diritto di trovare personaggi in cui identificarsi, ogni tanto, ed è bello quando succede, e non capisco perché ai lettori omosessuali-o-altro debba essere negato tale piacere a causa della miopia del mercato.
    Dopodiché, non è detto che quei libri un etero non possa leggerli, esattamente come un appartenente alla comunità lgbt legge anche tutto il resto. Io, per dire, sono un'estimatrice di Leavitt (e ho la Winterson in coda di lettura da anni XD).

    Capisco, comunque, anche la risposta dello standista di fumetti alle fiere (con ciò non dico che la giustifichi). Bisogna fare i conti con un po' di realtà, tipo il fatto che vedere due donne andare insieme è, da sempre, una delle fantasie sessuali maschili più gettonate, e che proprio nel mondo dei fumetti esistono specifici filoni dedicati soltanto al mostrare rapporti omosessuali in senso pornografico. Variamente declinati, peraltro.
    Il caso dei manga è sintomatico (ma fa pure storia a sé): ci sono tantissime pubblicazioni 'spinte' dedicate ai rapporti fra due uomini, ma quello che sbalestra è che tali produzioni hanno come target principale lettrici donne etero. Questa cosa che alle ragazze piace lo yaoi (storie d'amore e sesso tra maschi) è ormai sdoganato, e alcuni editori italiani hanno collane dedicate. E quello che succede di solito è che un lettore gay trovi queste storie non di suo gusto, perché, appunto, scritte e strutturate secondo un'ottica femminile (in effetti esistono, com'è ovvio, anche fumetti erotici a tematica gay per uomini gay, e sono, solitamente, molto lontani dallo yaoi per fanciulle).
    Dall'altro lato, come si diceva, i maschietti vanno su di giri vedendo le effusioni fra donne, per cui il mercato pullula di pubblicazioni yuri (lei + lei). Che, come sopra, a una lesbica vera di solito piacciono poco, perché studiate per un target maschile.
    Ecco, questi due filoni sono abbastanza ben rappresentati nel nostro mercato. Il resto è abbastanza marginale (esattamente come in letteratura). Per cui capisco se, andando a chiedere storie lesbiche a un rivenditore di fumetti, la prima cosa a cui pensa sono gli hentai giapponesi o le raccolte di "Blue" XD

    RispondiElimina
  3. A proposito della scarsità di lesbiche nei libri, la trilogia "A Land Fit for Heroes" di Richard Morgan oltre ad essere ben scritta ha sia il protagonista gay che quella lesbica.
    Peccato che la Gargoyle abbia tradotto (e neanche tanto bene) solo i primi due libri D:

    RispondiElimina
  4. "Will ti presento Will" a me è piaciuto un sacco, sono contenta che ora che è scoppiata la moda di John Green l'abbiano ritirato fuori. David Levithan, l'altro autore, ha scritto anche un libro tutto incentrato su una storia d'amore gay, "Boy meets boy", ma per me è stata una gran delusione. Neanche John Green da solo mi fa impazzire, ma questa è un'altra storia...

    RispondiElimina
  5. I gialli con la detective lesbica esistono! Sono quelli con Stella Duffy, se non li avevi consigliati tu te li consiglio io (non altissima letteratura ma La settima onda mi è piaciuto, indagava bene il tema delle sette e dell'abuso psicologico). A tematica transgender io ho adorato Middlesex, quello è davvero un gran libro. Io da etero sto facendo un esperimento: vedere se riesco a identificarmi in una storia d'amore omo... Finora con scarsi risultati.

    RispondiElimina
  6. Io, dopo essermi letta post e commenti, alla mostra del libro della scuola (media) ho preso per la biblioteca Will ti presento Will, di cui fino a qualche giorno fa ignoravo financo l'esistenza ^__^

    RispondiElimina
  7. Il tuo eccetera iclude Sita di Kate Millet?
    Perché questo è il brutto dell'amore di Nicole Müller?
    Bosco di notte di Djuna Barnes?

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...