giovedì 16 aprile 2015

"Skim" delle cugine Tamaki, quando lo specchio della realtà si rompe ed emerge solo la verità. I sedici anni di qualcuno che voleva solo essere libero di vivere a suo modo.

Ho passato la scorsa settimana, tra le altre cose, a comporre la seconda gallery di fumetti con personaggi lesbici per LezPop. 
La mia preziosissima copia fresca d'acquisto
Tale impegno ardente era frutto dei miei ricordi di gioventù provinciale, quando avrei dato oro per avere un elenco di titoli fumettosi da andare vergognosamente a procacciarmi in qualche fumetteria romana senza il rischio di vedermi propinare porno da qualche ignavo fumettaro.
 Comunque, mentre cercavo e cercavo nel web, ho scoperto che le cugine Mariko e Jillian Tamaki, ben prima del famoso e assai celebrato "E la chiamano estate", avevano dato alle stampe, in Italia per la Bd edizioni, un altro tomo: "Skim".
 Cercando info in giro non ho trovato molte altre indicazioni. L'unica cosa che sembrava essere chiara era il fatto che fosse presente come una protagonista una liceale impegnata in una qualche  relazione con la sua professoressa d'inglese.
 Questa delle storie d'amore tra prof e alunni è uno dei clichè che ho sempre trovato molto misterioso. Quanti e quante di noi in anni di onorata carriera scolastica possono dire di essere incappati in un prof o in una prof eroticamente papabili? L'età media degli insegnanti italiani veleggia verso i 50-60 anni, come più o meno tutto l'apparato statale, frutto, probabilmente dei concorsi di massa di cui i nostri genitori ci parlano quasi fosse la fiaba della buonanotte, "Ai miei tempi c'erano i concorsi.." (ma questa è un'altra storia).
 Com'è come non è, devo dire che le italiche possibilità di provare sentimenti peccaminosi per il proprio prof sono se non altro assai ridotte rispetto ai liceali di altri stati, come, a quanto pare il Canada.
 Ho iniziato a leggere perciò "Skim" pensando di trovarmi davanti all'ennesima (disegnata benissimo issimo issimo per carità), storia adolescenziale con coming out finale, e mi sono ritrovata a leggere una, e non esagero, delle graphic novel più belle in cui sia ma incappata, a mio parere decisamente superiore alla loro successiva acclamata opera. 
Skim è una sedicenne un po' goth con la passione per la wicca, (momento rieduchescional: wicca is religione neopagana legata alla magia, alla stregoneria come incanalamento dell'energia della natura ecc. ecc. comunque c'è wikipedia -.-). Il suo vero nome sarebbe Kim, ma siccome è un po' in carne le hanno affibbiato questo soprannome che è un gioco di parole che indica appunto le sue paffute fattezze.
 Skim non è proprio l'anima della festa, ha una migliore amica, Lisa, con cui litiga di continuo, una serie di insegnanti che le continuano a dire che è a rischio depressione solo perché ama il gotico, due genitori separati e una madre di origine asiatica che le ha consegnato dei tratti prettamente orientali, cosa che ha in comune con le due autrici del fumetto e che sarà fondamentale ai fini della storia.
 Pare infatti che in Canada gli orientali siano una minoranza assai discriminata.
 In questo sonnolento anno scolastico succede una cosa abbastanza comune: Katie, la bellona riccona  della scuola si molla col suo fidanzato-atleta-perfetto di un altro istituto e, come tutte le adolescenti in vena di divismo, ne fa una questione di stato. Poi però il suo ex si suicida.
 A quel punto pensi che la storia parlerà del suicidio tra i giovani, anche perché da lì in poi ,benché canadesi, gli insegnanti e gli alunni della scuola entrano in un'assurda spirale da tipico film americano: professori che convocano gli alunni considerati a rischio suicidio (arbitrariamente individuati in chi ama il look emo e goth o non ocheggia in giro), un gruppo di sciurette in erba fonda un "club per la vita" e prenderà vita una sorta di altare per celebrare il defunto ragazzo. 
Skim che è impegnata a scoprire con sconcerto quanto le piaccia l'insegnante di inglese fricchettona e coi capelli rossi, viene tirata dentro a questo delirio a forza: troppe cose la rendono strana e quindi non identificabile nel radar degli adulti che vorrebbero tutti sotto controllo.
 Perché si veste così? Perché ama la wicca? Perchè ama i raduni nei boschi con della gente che in teoria dovrebbe fare dei novelli sabba e in realtà sono alcolisti anonimi? Perché non è come tutti gli altri?
 In silenzio, assiste al lento rattrappimento di Katie, che si rompe entrambe le braccia cadendo dal tetto (si vocifera per tentato suicidio) e alla scoperta pettegola del vero motivo per cui il ragazzo si sarebbe suicidato.
 Ed è a quel punto che il libro si svela. Il libro non è la storia di un'adolescente che si scopre lesbica, ma di un'adolescente che scopre come tra l'apparenza e la verità si apra un abisso così grande che per comprenderlo non basta tutta la magia del mondo.
 Katie forse non è la sciuretta depressa che sembra, il suo ex forse non era solo l'atleta bellissimo e fighissimo (e quando si scoprirà la sua morte diventerà improvvisamente molto meno aulica), l'insegnante d'inglese che la illude e immediatamente diventa sfuggente, forse non è davvero la donna libera e forte che danza in classe incitando i ragazzi a vivere una vita bellissima.
E tutto questo per Skim, che è davvero ciò che sembra, che ignora lo specchio che si frappone tra l'immagine che si vuole dare a tutti i costi e ciò che si è, assume le dimensioni della rottura di un gigantesco incantesimo. La realtà si infrange e appare la verità.
 Punto finale di forza di questo straordinario volumetto è la capacità di riuscire a individuare il vero germe della "normalizzazione a tutti i costi". "Normali" si nasce e si diventa.
  Le amiche perfettine della povera Katie, che protagonisteggiano speculando sulla tomba di un morto, guadagnano la rispettabilità davanti al mondo adulto facendo ciò che essi si aspettano per essere rassicurati: feste in cui parlano di ragazzi bellissimi (e in cui vessano due povere ragazzine ree di non essere magre, ballerine e occidentali come loro), religione, balli scolastici a tema Paradiso, club in cui si celebra la gioia della vita (loro). 
 Mai un dubbio di essere nel torto, mai un'esitazione di non essere perfette. 
 Quante ci è toccato di incontrarne a scuola? A lavoro? Nelle associazioni? In palestra? Ovunque? Questi gruppuscoli che si elevano a migliori degli altri perché, effettivamente, la vita dà loro ragione: a loro spettano i mariti più ricchi, le mogli più impeccabili, le vite più facili, altre figlie perfettine e ballerine,  la taglia 38-40, il successo facile a lavoro, le vacanze ai Caraibi e Dubai durante l'anno. Loro hanno vinto perché hanno sempre giocato attentissimi alle regole. Peccato che le regole fossero fatte apposta per loro.
 C'è una sola cosa che può spezzare il circolo magico di chi è così, e la rivela Lisa con un certo compiacimento a Skim: qualsiasi cosa Katie potrà fare nella vita, anche se tutto andrà esattamente come vorrà, il suo fidanzato del liceo rimarrà sempre morto, suicida, e nulla potrà mai rendere più la sua vita perfetta. E' stata espulsa dalle regole del gioco e se ne accorgerà molto bene.
 Se lo trovate è davvero una graphic novel che mi ha impressionato, i disegni sono splendidi e la trama delicata. Potrei coprirla di complimenti per altri tre post e non basterebbe. 

6 commenti:

  1. Be', al liceo io avevo una giovane prof di fisica di cui ero innamorato e lei era proprio gnocca.

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    1. Io solo cariatidi e un ventisettenne gay

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    2. Pure io solo anziani inscopabili XD

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  2. Uhm... questo mese la BD fa sconti del 25% sul proprio catalogo. Mi sa che mi hai dato uno spunto per un valido recupero (conoscevo già questo fumetto, ma ne ho sempre posticipato l'acquisto) :)

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    1. Affrettati perché pare che, per il momento, siano rimaste poche copie in giro :(
      Spero lo ristampino quanto prima perché è davvero bello. Ho anche riguardato "E la chiamano estate" per raffrontare il tratto e, secondo me, in quest'opera era migliore. Anche la storia mi è parsa più profonda.

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  3. Bellissima graphic novel, mi piacque un sacco la storia e ancor più mi piacquero i disegni. E bello il modo in cui ne hai scritto :)

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