martedì 6 giugno 2017

6 letture per chi ha amato Stranger things! Cani neri, tanta nostalgia, Stand by me, colori venuti dallo spazio fino alla val Padana, tornadi, Goonies ed estati incantate.

Con quasi un anno di ritardo, ho deciso di scrivere un post sulle letture alla Stranger Things.

 Una di quelle cose, "Se ti piace questo allora ti piacerà anche quello" che io per prima spero sempre di trovare sul webbe rimanendone spesso delusa.

 L'anno scorso, dopo aver visto l'intera serie su Netflix in due giorni (peraltro non essendoci la dolce metà a controllarmi, mi ero ingozzata di toast formaggio e prosciutto e waffles dalla prima puntata in poi), avevo avuto l'idea di scrivere un post a tema, ma poi mi ero un filino scoraggiata: il tempo che ci avevo messo a realizzare la faccenda e mezzo mondo ci aveva già provato.

 Poi è tornato giugno e, come chi segue il blog da anni, ormai ben sa, appena sento il caldo e le elezioni in coming inizia a partirmi la fregola dei libri un po' gotici, sovrannaturali, meglio ancora se ambientati in estate (per capire l'accoppiata caldo-elezioni-gotico andare al vecchio post).

 Il caldo, soprattutto il primo caldo dell'estate, fa scattare immediatamente in me questa necessità di avere un libro horror tra le mani. Come le tempeste evocano fantasmi, anche il caldo eccessivo è popolato di demoni, quelli che sorgono nelle campagne assolate, nelle città deserte e negli incubi della canicola.

 Un'accoppiata che spesso si fa è quella tra le storie preadolescenziali e l'estate (altro vecchio post che potete trovare qui).
 La famosa ultima estate che tutti viviamo prima di diventare grandi. Non che non si cresca anche in inverno, ma in effetti, soprattutto prima di vivere in un mondo ansiogeno, le estati erano fatte per essere liberi.

 Persino io che ho 32 anni e non 50, ho passato tutte le estati della mia adolescenza a scorrazzare libera nel paesello sardo di mio nonno. 

Certo, non potevo andare chissà dove, certo era un posto (all'epoca) lontano da dio e dagli uomini, ma era ancora un mondo dove riuscivi a fidarti di tuo figlio abbastanza da farlo campare in pace un pomeriggio senza aver bisogno di attaccarti al cellulare.
 Una cosa, adesso, impensabile.

 Non è che ne faccio una colpa ai genitori odierni, ci mancherebbe

 I miei, se fossero esistiti i cellulari all'epoca, mi avrebbero chiamato in continuazione, ma appunto per questo ringrazio che non esistessero. Intere giornate a fare di tutto, inventare recite, scrivere, leggere, cercare amici, andare in bicicletta e annoiarsi, annoiarsi un sacco.

 Immagino che sia anche da qui che pesca l'immaginario di Stranger things: uno degli ultimi periodi dell'adolescenza, dove davvero chiudevi la porta di casa ed eri pronto a lanciarti in mille avventure in cui i tuoi non potevano seguirti.

 Con un anno di ritardo ho letto i post di consigli dei vari altri che si sono cimentati e no, non mi sono piaciuti. 

 Troppi libri che non c'entravano niente e non centravano il punto: il punto non è l'orrore, non sono (del tutto) le citazioni, non gli anni '80 e neanche i protagonisti ragazzini.

 Il punto è un'epoca che non tornerà mai più: la nostra adolescenza e quel senso di ignoto e di libertà che internet, pur donandoci molte e moltissime altre cose, ci ha tolto. 

Se ci abbiamo guadagnato o perso, ai posteri l'ardua sentenza.

 Intanto voi godetevi i miei consigli!


UN'ESTATE DA RAGAZZI di Richard Cox ed. Baldini e Castoldi:

 Vera causa scatenante di questo post, è uno di quei casi in cui, appena vista la foto del libro sui social, ho capito istintivamente che mi sarebbe piaciuto.

Ogni tanto mi succede sia con le persone che con i libri, sin da subito ho l'impressione che ci sarà un luminoso futuro per noi, che diventeremo amici o che divorerò 500 pagine in due giorni.

 Ecco, "Un'estate da ragazzi" è stato all'altezza delle aspettative: un giorno e mezzo sul lago di Garda e ho finito questa storia d'estate, preadolescenza e sulle nefaste conseguenze che le cattive azioni (le nostre e quelle dei nostri genitori) possono avere sul mondo.

 E' il 1979 e su Wichita, in Texas, si abbatte un tornado devastante che causerà la morte di 49 persone. 

 Bobby, Adam, Jonathan e David sono quattro amici e tutti perdono qualcuno durante il tornado, o meglio, i primi tre perdono qualcuno nel 1979, David perderà suo padre, ucciso da Bobby molti anni dopo, nel 2008.

 Perché Bobby ha ucciso il padre di David? Che c'entri in qualche modo il loro quinto strambo amico d'infanzia Todd? Durante il tornado Todd era rimasto gravemente ferito e aveva vissuto quattro anni in una sorta di coma vigile, prima di tornare da uno spazio misterioso, dove riusciva a sentire canzoni del futuro. Che c'entri forse la scomparsa di Joe, il ragazzino che nel 1983 avrebbe dato qualsiasi cosa pur di unirsi al loro gruppo di quattordicenni fichissimi?

 La storia scorre via con niente, in qualche momento mostra un po' la corda, Cox non è King, ma si tiene bene e, soprattutto sul finale, evita di strafare (cosa che per circa cinquanta pagine ho temuto con orrore).

 Ve lo riciccerò tra i consigli per l'estate perché è un libro da ombrellone perfect (bello cicciuto, scorrevole, appassionante), ma rimane incomprensibile la decisione di cambiare il titolo originale, il ben più evocativo "I ragazzi dell'estate", continuamente ripetuto nella trama.


QUELL'ESTATE DI SANGUE E LUNA di Eraldo Baldini e Alessandro Fabbri ed. Einaudi:

 Avevo scovato questo libro l'anno scorso per puro caso e mi era davvero davvero piaciuto.
 E' possibile scrivere una storia alla Stephen King, con ragazzini che scorrazzano per il New England in accaldate estati costellate da adulti sinistri, campi di grano, libertà e misteriosi avvenimenti che spianano l'inesorabile strada verso l'età adulta, ambientandola in Italia e, oltretutto, senza scimmiottare gli americani?

 Eraldo Baldini e Alessandro Fabbri ci sono riusciti.

 Sono gli anni '60, sta per avvenire l'allunaggio e in un paese della bassa padana, un gruppo di ragazzini segue sui giornali l'esaltante avvenimento: l'uomo sta attraversando le stelle per diventare padrone dell'universo, l'uomo può tutto.

 La storia parte da un'evidentissima citazione Lovecraftiana: è arrivato qualcosa dal tanto amato spazio e si è abbattuta su un terreno coltivato. Da quel momento in poi per il paesello dell'Emilia Romagna non c'è più pace: morti cruente e misteriose, cani impazziti, animali che migrano fuori stagione, la terra stessa diventa maligna e maleodorante.

 C'è un rimedio a tanta devastazione? I quattro ragazzini protagonisti del racconto, nelle loro sfrenate scorribande estive, cercano di sbrogliare il filo della matassa e scoprono un terrore antico, un mostro che non viene dalle stelle, ma si nasconde da millenni in attesa di un antico tributo di sangue.

 La modernità ha cancellato quel tributo e lui è tornato a riscuoterlo.

 Benissimo scritto, assolato, con l'elemento sovrannaturale perfettamente maneggiato. Se volete saperne di più, la mia vecchia recensione estesa al link.

In ogni caso, è il libro, tra tutti quelli consigliati, che più si avvicina in modo assoluto alle atmosfere di "Stranger things".


L'ESTATE DEL CANE NERO di Francesco Carofiglio ed. Marsilio:

 Forse molti ricorderanno che ne "Il prigioniero di Azkaban", Harry Potter veniva spaventato dalla professoressa di divinazione durante la lettura dei fondi di caffè (o di the, non ricordo). Sul fondo della tazza di Harry appariva infatti un cane nero, il gramo.

 Cos'è? Una sorta di cane fantasma particolarmente famoso prima di HP per la sua apparizione ne "Il mastino dei Baskerville" di Conan Doyle. La sua apparizione è infatti nefasta: chi lo vede o ne avverte in qualche modo la presenza è destinato, solitamente, a morire.

 Creatura sovrannaturale a quanto sembra particolarmente popolare nel Regno Unito, in Italia il quadrupede sovrannaturale appare nel titolo di un romanzo di Francesco Carofiglio "L'estate del cane nero".

 Siamo negli anni '70 e quattro ragazzini, tra cui, finalmente, anche una femmina, vivono la loro ultima estate da bambini e la prima da adolescenti in una Puglia selvaggia e caldissima, misteriosa e carica di segreti. 

 Un romanzo più di formazione che sovrannaturale, eppure le corse in bici a perdifiato, i bagni al mare spensierati, i primi turbamenti, il sole accecante, quel senso di libertà assoluta finiscono per avere, trent'anni dopo, il gusto di un sogno lontano, di qualcosa troppo intenso per poter essere davvero accaduto. E altrettanto impossibile appare la fugacità di quell'attimo: un secondo prima sei un qualcuno che sfiora la vita adulta con fiducia e gioia assoluta, il secondo dopo infrangi il vetro dell'illusione e vedi cosa c'è dietro. Il cane nero ti ha raggiunto.



STAND BY ME ("Il corpo") in STAGIONI DIVERSE di Stephen King ed. Sperling e Kupfer:

 E' un collegamento talmente ovvio che quasi nessuno degli elenchi che ho trovato in rete lo citava. 

Probabilmente è lapalissiano, ma l'anno scorso, la prima cosa che ho fatto dopo aver finito la serie, è stato ripescare il film che avevo visto qualche volta da adolescente e mai più.

 Dopo il film ho recuperato il libro in cui è stato raccolto il racconto lungo di King a cui è ispirato, contenuto nella raccolta "Stagioni diverse".

 Quando ero più piccola ricordo chiaramente che tutti sostenevano come King non scrivesse davvero le sue storie, ma avesse una sorta di esercito di ghostwriter.

 Anzi, ricordo che in una bufala ante litteram, si sosteneva che in fondo non le avesse davvero mai scritte lui e fosse solo un tizio x trovato per strada e adibito al ruolo di "grande scrittore americano".

 Ignoravo all'epoca che sarebbe bastato leggere un libro come questo per capire che King non solo esiste e non solo scrive, ma ha un marchio inconfondibile fatto di assolati momenti familiari che nascondono orrori spesso banali.
 Un'atmosfera che, a parer mio, viene condensata particolarmente bene in questa storia.

 Quattro ragazzini della sterminata provincia americana ciondolano durante una torrida estate.

  Uno di loro è mezzo sordo perché il padre alcolizzato gli ha letteralmente cotto le orecchie sul fuoco, un altro viene da una famiglia da triste pedigree e viene trattato dagli insegnanti come un delinquente (anche se non lo è), uno è cicciotto e pauroso e il quarto, il protagonista, ha perso il fratello maggiore, il preferito dei genitori, in un incidente.

 E' il 1959, si crepa di caldo e la noia regna sovrana. Ma dalla noia possono nascere molte avventure, specie se hai tanta libertà e la fantasia di inventartele. Così il cicciotto rivela di aver origliato da suo fratello maggiore che lungo la ferrovia è stato intravisto il corpo di un ragazzino scomparso giorni prima.

 I quattro decidono di partire alla ricerca del cadavere e staranno via due giorni, gli ultimi di quell'ultima estate che passeranno tutti insieme.

  C'è tutto: nostalgia, una libertà che non conosciamo più, l'età adulta che arriva con la violenza di un cadavere mangiato dagli insetti, gli amici dell'infanzia, tanto indimenticabili quanto spesso perduti, per sempre.


L'ESTATE INCANTATA di Ray Bradbury ed. Mondadori:

E' l'estate del 1928 in una piccola città della provincia americana.

 Ci sono due protagonisti, due fratelli ragazzini, Douglas e Tom Spaulding che fungono in realtà da filo conduttore per raccontare l'estate incantata di questa cittadina, dove tutti vivono una quotidianità che nasconde risvolti straordinari, come se nelle pieghe dei giorni potesse nascondersi un tocco sovrannaturale che non siamo mai in grado pienamente di cogliere o di afferrare.

 Il titolo originale "Dandelion wine" allude al vino distillato ai denti di leone che il nonno prepara ogni estate per gustarselo in inverno, quando i mesi caldi saranno lontani e le giornate troppo brevi, ma, concordo coi molti che preferiscono, una volta tanto, il titolo italiano.

 L'estate incantata infatti è quella della città in cui soprattutto anziani e bambini vivono piccole enormi epifanie personali: l'anziana che le bambine canzonano accusandola di non essere mai stata giovane e bambina (quanti di noi da piccoli credevano che i grandi non fossero mai stati bambini?), la surreale e impossibile (doveva ancora venire Macron) storia d'amore tra un trentenne e una settantenne, lui affascinato dalle foto di gioventù di lei e lei tradita dalla somiglianza di lui con un amore di tanti anni prima. 

 E' un'estate incantata perché alcuni terminano il loro viaggio e altri lo iniziano. 

 Douglas inizia l'estate immaginando solo giornate spensierate, case sull'albero e corse all'aperto da mane a sera, scoprirà che arriva un momento in cui la morte fa capolino e anche la più bella delle estati, può finire. Atmosfera da vecchia provincia americana a mille.


I GOONIES di James Kahn ed. Salani (in pubblicazione):

 Famoserrimo film che ha infestato l'infanzia di tutti i nati negli anni '80, è un tale concentrato dell'epoca da sembrare, proprio come Stranger things, un'operazione nostalgia studiata a tavolino.

 Invece no, è davvero del 1985 e non è in verità neanche tratto da un libro essendo il soggetto originale scritto da Steven Spielberg.

Tuttavia ci troviamo davanti a uno di quei casi in cui il film è diventato talmente famoso da generare un libro omonimo, stampato in Italia mooooolti anni fa (più di 30 ormai), ma che finalmente quest'autunno dovrebbe rivedere la luce in libreria.

 La trama la scrivo giusto per le quattro persone che hanno perso questo capolavoro adolescenziale assoluto.

 Quattro ragazzini, (il solito cicciotto, uno di origine asiatica, il protagonista timidino e belloccino che diventerà poi il corpulento Sam Gamgee da adulto e un quarto più spigliato) per salvare il loro quartiere proletario dallo sfratto datogli da perfidi ricchi senza scrupoli, decidono di trovare il tesoro di Willy l'orbo.

 Costui era un pirata che avrebbe perso il suo galeone carico d'oro proprio davanti alla loro costa, galeone mai più recuperato. 

 Nella soffitta del belloccino timidino (provvisto di fratello maggiore belloccio e palestrato) trovano una mappa del tesoro e decidono di seguirla incrociando fatalmente il loro destino a quello della banda Fratelli, criminali tanto pasticcioni quanto perfidi.

 Il mix di avventura. mistero, pirati, temi horror (il terrificante fratello deforme della banda Fratelli), amori adolescenziali (la povera Barbs di Stranger Things è letteralmente copiata da qui), passaggi segreti, cattivi cattivissimi, pietre preziose e lieto fine, è qualcosa che incomprensibilmente all'alba degli anni 2000 non si riesce a ripetere.
 Come se l'avventura fosse rimasta confinata in un'epoca mitologica e ormai mitica, gli anni '80.

E voi? Avete altri libri da consigliare! Fatelo! Così li cerco anche io!

 E citando Alison Bechdel "Si dice che le case abitate da adolescenti, siano infestate da poltergeist"...

10 commenti:

  1. Anche se è molto distante dall'atmosfera e i riferimenti di "Stranger Things", mi viene in mente "Le ragazze" di Emma Cline, per l'ambientazione nell'estate decisiva dell'adolescenza della protagonista.

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    1. Oddio...quelle sono sedicenni che finiscono in una storia di sangue, sesso e omicidi. Non è che c'entri molto con Stranger Things.

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  2. Sempre per quei quattro che non hanno visto "I goonies", l'amico chiacchieruto del belloccino timidino è lo stesso con l'orecchio cotto in "Stand by me".
    Gli attori giovani all'epoca venivano munti fino a che non schiattavano o si infilavano in un tunnel di quelli brutti.
    Da cui alcuni si sono miracolosamente tirati fuori, e sono diventati Iron Man o la mamma di "Stranger things", ma sto moltissimo divagando.

    Ovviamente nella lista dei libri estate-ragazzini sfigati-mostri-infanzia che finisce (detto chiaro e tondo che più chiaro non si potrebbe) devi mettere "It". Lo so che l'avranno citato tutti, ma la cosa ironica con quel libro è che tutti lo conoscono ma ben pochi l'hanno letto davvero.
    Un po' perché "fa paura" e un po' perché è veramente ma veramente ma veramente grosso xD

    Uh, sulla bufala del ghostwriter di King.
    Se uno avesse il coraggio e l'incoscienza di comprarsi tutti i suoi romanzi vedrebbe chiaramente che no, è sempre lui a scrivere.
    Perché mette dentro SEMPRE LE STESSE SCENE!
    Fa come quello che ti racconta sempre la stessa barzelletta, è insopportabile xD
    Se in tutto il libro non c'è un cerbiatto nel silenzio dell'alba allora sì, puoi farti venire il dubbio che non sia lui. Altrimenti no.

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  3. Mi hai fatto venire voglia di leggermeli tutti!!!! Ahahahah!

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  4. Finalmente qualcuno che ricorda L'estate incantata di Bradbury, un libro secondo me lirico, dallo spessore arcano, che sembra racconti piccole cose ma in un modo evocativo, mitico. Un libro che, per gli eterni misteri dell'editoria italiana, è stato pubblicato solo una volta da Mondadori in una orrida edizione tascabile Oscar e un'altra volta nel 1993, ma credo che non sia più reperibile da allora. Romanzo bellissimo, il mio preferito tra quelli di Bradbury, che consiglio anche perchè i suoi echi si possono ritrovare anche in tutti gli altri romanzi del post. Ragazzini, estate, avventure più o meno pericolose, un pò di soprannaturale, anche se appena appena. Ma soprattutto poesia in forma di prosa...

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    1. Me lo prestò, assieme al seguito "La fine dell'estate", una mia amica all'inizio dell'università. Erano vecchie edizioni di suo padre. Non riesco a capire neanche io perché si sprechi carta con tante porcherie, ma libri come questo rimangono fuori commercio 300 anni. Io spero sempre sia un problema di diritti, perché non posso credere sia un problema di "Chi lo legge?" visto che stiamo parlando di Bradbury.

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  5. Così, al volo, mi vengono in mente due libri che non ho (ancora) letto, ma che sembrano attagliarsi alla stessa tipologia di quelli che citi tu, e sono entrambi libri italiani: "L'estate del cane bambino" di Mario Pistacchio e Laura Toffanello (di cui si è fatto un gran parlare, in positivo, tra i booktuber italiani) e "L'ultima estate che giocammo ai pirati" di Alessandro Soprani, da me recuperato in outlet e ancora, colpevolmente, non letto (è ambientato nel dopoguerra). Li conosci?

    Per il resto, ho in coda di lettura "Stagioni diverse" da molto tempo. Sarebbe pure il caso di leggerlo, prima o poi, magari proprio in estate :D

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    1. Mmm mi ispira "L'estate del cane bambino" (oddio sai che ignaro completamente il mondo dei booktuber?), e un altro che mi piacerebbe leggere e non ho aggiunto alla lista perché era in prestito in biblioteca è "L'indimenticabile estate di Abilene Tucker" anche se è proprio per ragazzi ragazzi. Comunque provo a cercare anche l'altro! E' che purtroppo si concentrano tanto sul binomio estate-ragazzini e poco sull'elemento sovrannaturale o horror.

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    2. I booktuber sono solo youtuber che fanno video parlando di libri :D Su una piattaforma che sta sempre più puntando su un target supergiovane e su contenuti disimpegnati, non è facilissimo trovare booktuber davvero validi, ma cerca che ti cerca, canali buoni ancora circolano, anche per chi non è interessato ad ascoltare solo recensioni di young adult ;)

      Il libro di Soprani credo sia più virato mystery, che horror, ma a occhio dovrebbe rientrare nella categoria estate-in-cui-diventai-grande. Se lo leggo a breve, ti faccio sapere :)

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  6. Il Popolo Dell'autunno di Ray Bradbury, L'estate Della Paura di Dan Simmons, La Sottile Linea Scura e In Fondo Alla Palude di Lansdale.
    Ci potrebbe stare anche La Banda Dei Brocchi di Coe, ma i protagonisti di questo bellissimo libro potrebbero essere leggermente fuori target per ragioni d'età.

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