mercoledì 26 luglio 2017

Piccole recensioni tra amici! Un pessimo Bianchini (e il ricordo di un ottimo Bianchini), una Yoshimoto quasi decente e un bel manga. E in tutto questo: giù le zampe dal lago di Bracciano!

Nonostante i miei buoni propositi di dedicarmi sono ai disegni che vanno, non ho capito bene perché a rilento, dopo aver letto l'ultimo di Banana Yoshimoto, sono stata presa da un attacco di astinenza da scrittura e ho deciso che dovevo sfogarmi almeno con un piccole recensioni tra amici.

 In questi ultimi tempi in realtà non sto riuscendo a leggere quasi niente che non siano fumetti, probabilmente perché il mio cervello è ormai settato su quello, ma confido che in vacanza riuscirò a leggere un bel po' di tomi pasciuti (la prossima settimana andrò a fare il pieno).

 Intanto eccovi un mix di cose lette ultimamente, consigli, sconsigli e persino il mio primo suggerimento di un tomo in lingua inglese (miracoli).

 Buona lettura!


"INSTANT LOVE" e "SIAMO SOLO AMICI" di LUCA BIANCHINI ed. Mondadori:

Anni fa, quando macinavo crediti universitari facendo un tirocinio di qualche triliardo di ore in biblioteca, trovai tra i libri da catalogare l'opera prima dell'ormai famoso Bianchini, "Instant Love". 
 Nonostante il titolo e la copertina un po' sole cuore amore, decisi di leggerlo e, stranamente, non rimasi delusa, anzi.

 La trama era, per la narrativa italiana, alquanto originale: due ragazzi, entrambi maschi ed etero, uno, tra l'altro, in procinto di sposarsi con una strafiga per niente oca, si incontrano casualmente in treno e da quel momento non riescono a smettere di pensarsi.

 Per una serie di motivi riescono a incontrarsi di nuovo e si frequentano come amici, amicissimi, e nell'amicizia viene inclusa anche la ragazza, che, ripeto, non era un insulso personaggio femminile di contorno, ma aveva una sua personalità molto definita.
 Poi, ad un certo punto, tra una cosa e l'altra,  arrivava per i due tizi il momento di affrontare la sconcertante verità: forse non sono amici, forse sono innamorati.

 Ma è possibile se non hanno mai sentito attrazione sessuale per altri uomini prima d'ora? Cioè uno si può scoprire bisex da un giorno all'altro?

 E' qui che stava la grande intuizione del libro,  usare  un argomento che, per voyeurismo e perché fa anche meno effetto (tanto delle lesbiche si dice sempre che è "solo una fase") viene affrontato di tanto in tanto tra donne, ma per i motivi opposti quasi mai tra uomini: la passione e l'innamoramento improvviso per una persona dello stesso sesso.

 Lo ricordavo fresco, intelligente, con molto ritmo e bei personaggi, tuttavia non avevo mai letto altro di Bianchini. Il fatto che improvvisamente piacesse a schiere di donne che solitamente leggono libri sole cuore amore non mi lasciava più ben sperare.

 Ma poi, in vacanza a casa dei miei vagava "Siamo solo amici" e mi sono detta che forse era solo pregiudizio. Non lo era.
 Adesso, bisognerebbe sapere com'è andata la storia editoriale, ossia se a un certo punto la Mondadori si è accorta di avere una papabile gallina dalle uova d'oro in casa editrice e abbia deciso di smussarne gli angoli gay che potevano limitarne il propagarsi, o se Bianchini abbia deciso, consapevolmente, di dedicarsi ad altre trame. 

 Il dubbio nasce proprio leggendo questo strano e inconcludente libri con pezzi di trama attaccati a caso in giro.

 La storia è quella di Giacomo, un portiere d'albergo a Venezia di mezz'età e Rafael un giovane e  avvenente ex portiere di calcio brasiliano ora in Italia per cercare la sua ex, celebre volto delle telenovelas.
  Dal titolo mi aspettavo una storia non dico come Instant Love, ma simile, ossia i due che, persi entrambi in relazioni etero inconcludenti, si rendono conto di non essere solo amici.
 Nella realtà dei fatti entrambi diventano immotivatamente amicissimi e si infilano in una serie di relazioni strane che coinvolgono, tra gli altri, una escort di un certo livello.

 Come se non bastasse, se ne sta, appiccicata senza senso, verso i tre quarti della storia, la vicenda giovanile di Giacomo, innamorato di un suo amico in gioventù senza mai realmente confessarlo neanche a sé stesso.

 Il libro è tremendo, il pezzo gay onestamente non c'entra nulla e tutti si regge sul niente.
 Perciò la domanda alla fine mi è sorta spontanea: la storia era nata come altro ed è stata poi rimaneggiata al punto da diventare irriconoscibile o in questo modo insensato ci è proprio nata?
 Visto che il precedente libro era così scoppiettante, un dubbio me lo sono fatta venire.

"Instant love" sì, "Siamo solo amici" evitatelo con cura.


"ANOTHER WORLD" di BANANA YOSHIMOTO ed. Feltrinelli:

 Quest'anno finalmente mi ero decisa!
 Banana Yoshimoto cara, ho riposto in te i miei migliori ricordi di adolescenti, ma adesso è giunto il momento di smetterla di darti i miei soldi. 

 Saranno almeno una dozzina di anni che sforni un libro peggiore dell'altro, quella fiamma così originale che ardeva in te e sapeva raccontare con tranquillità cose incredibilmente anticonformiste, si è spenta per sempre.
 Questo senza contare che questa quadrilogia è mortalmente noiosa, il secondo libro addirittura è di una tale bruttezza che non credo sia neanche qualificabile come tale. Perciò mi sono detta: con tutto il rispetto per l'autrice è ora di lasciar andare.

 Poi ovviamente ho visto un video in cui Banana Yoshimoto raccontava come in quest'ultima opera avesse voluto indagare le difficoltà del mondo lgbt in Giappone (dove l'omosessualità è vista come una fase anche diffusa nell'adolescenza, ma un segno di infantilismo se permane anche in età adulta) e quindi sono rimasta fregata.

 L'ho comprato e devo dire che è sicuramente il libro migliore della quadrilogia (o tetralogia che dir si voglia) e forse anche uno dei suoi ultimi più decenti, per quanto sempre lontana anni luce da "Kitchen" e co.

 La storia, saggiamente, tronca di colpo quella che era stata nei primi tre libri: non più la noiosissima Shizukuishi, coltivatrice spirituale di cactus che diventa segretaria particolare di una coppia di sensitivi gay, ma direttamente Noni, sua figlia ventenne.

 Noni è la figlia che Shizukuishi ha avuto da Kaede, il sensitivo più potente della coppia, un bel ragazzo molto delicato che, all'inizio di questo libro è ormai morto.

  La storia racconta anche di come Noni sia stata cresciuta in questa famiglia con due papà e una mamma e parte da quando a Mykonos conosce un uomo giapponese che cerca di riprendersi dal lutto della moglie scomparsa.

 La moglie in questione era una sorta di gattara high level (cosa voglia dire lo scoprirete se leggerete il libro) e continua ad apparirgli in sogno per spiegargli dove ci sono gatti da salvare in giro per Tokyo.

 Noni, che si sta riprendendo a sua volta da una delusione amorosa, dopo essere stata lasciata dalla sua fidanzata storica, Sara, sente un'istintiva simpatia per lui e inizia una sorta di amicizia.
 La storia è lucida in alcuni tratti (molto bella la storia tra Noni e Sara) e si perde in un vago spiritualismo fatto di contemplazione e frasi alla Fabio Volo in altri (purtroppo il pessimo andazzo Yoshimotesco da tanti anni).

 Tuttavia devo dire che stavolta sono stata particolarmente sensibile al messaggio ecologico di fondo. 

 La madre di Noni prepara tisane con erbe di montagna che più persone vorrebbero capitalizzare in vari modi, ma lei si rifiuta sempre dicendo che fare soldi per fare soldi non le interessa: a lei basta di che vivere bene, tutto il resto non se lo potrà portare nella tomba e non potrà che peggiorare il mondo.

 Questa filosofia di vita, che è la stessa mia e che mi porterà all'indigenza prima o poi, in questi giorni mi trova particolarmente sensibile visto il caos dell'acqua a Roma. 

Il lago di Bracciano
 Io sono di Bracciano e sono mesi che il lago soffre, che si lanciano appelli per la sua salvaguardia e per l'inaccettabile comportamento di Acea che da accordi avrebbe dovuto smettere di pompare acqua molti e molti cm fa per non compromettere l'ecosistema.

 Ora che finalmente la regione Lazio ha preso in mano la situazione vedo solo terrorismo psicologico e poca responsabilità da parte di troppi, di chi fattura e vuole solo che la gallina dalle uova d'oro non chiuda i rubinetti (Acea) e di chi non capisce che c'è un bene superiore a cui tutti dobbiamo mirare: la conservazione del nostro pianeta, che ci dà tutto e a cui non diamo nulla.

 Razionare l'acqua (l'ho fatto per anni in Sardegna in estate) non ha mai ucciso nessuno, in compenso potrebbe salvare un lago millenario che si è sempre dimostrato generoso. 

 Una volta tanto ho capito forse il messaggio vagamente animista di Banana Yoshimoto (che non per nulla è giapponese, terra di shintoismo): dobbiamo imparare a rendere grazie alla natura e quando si dice grazie si intende proprio GRAZIE. 

 Forse se non ci fosse stato questo evento il libro mi sarebbe sembrato anonimo come tutti gli altri, ma in parte la magia dei libri sta proprio in questo: sanno illuminare angoli sempre diversi della nostra vita a seconda del momento. Un libro non ha una vita, ne ha mille, tutte quelle che abbiamo noi.

Ps. Ho già sfrangiato le scatole sui social con la storia del lago di Bracciano. Chi volesse saperne di più, può andare sul sito dell'Ente Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano e trovare tutti i documenti: http://www.parcobracciano.it/889/emergenza-lago-di-bracciano.html.


MY LESBIAN EXPERIENCE WITH LONELINESS di NAGATA KABI ed. Seven Seas:

Per la serie "il mio inglese non è scarso come credevo", sono riuscita a leggere fruttuosamente almeno un manga in lingua anglosassone (spero comunque che qualcuno, che so Renbooks o J-Pop per citarne due, lo traducano)!

 "My lesbian experience ecc ecc" è un manga autobiografico piuttosto curioso perché racconta un argomento abbastanza nascosto e dibattuto nella comunità lesbica: esistono le escort per lesbiche? Pare di sì (non lo dico per moralismo, ma nulla so dell'argomento). E chi e perché ne fa ricorso?
 Questo manga racconta la storia dell'autrice, una tranquilla ragazza che, fino alle superiori aveva una vita normalissima.

 Con l'avvento dell'università si ritrova improvvisamente senza amici e ha una sorta di esaurimento nervoso che la porta a ritirarsi in casa, dove sviluppa una serie di problematiche alimentari e autolesioniste.

 La famiglia, ora supportive, ora oppressiva, riesce a trarla da parte di questo gorgo nero e Kabi riesce a uscire di casa e a trovare un lavoro.

 Tra alterne vicende, giunge ai ventotto anni, momento nel quale viene licenziata col consiglio di diventare una mangaka e Kabi prende una fatale decisione: non ha mai dato un bacio a nessuno perché è timida in un modo a dir poco patologico, DEVE uscire da questa situazione.

Come fare però se a peggiorare le cose c'è il fatto che è lesbica?

 In un attimo di follia prenota una escort e l'esperienza non si rivela traumatizzante come pensava. Certo, non è risolutiva, ma le porta la consapevolezza di quale sia il reale problema nella sua vita: la mancanza di veri amici. Amici che ti sostengano, amici che ti confortino, amici che ti consiglino e ti stiano accanto nei momenti difficili.

 Dove trovarli? Come fare?

 Il manga riesce nella rara impresa di raccontare un'esperienza potenzialmente scabrosa e pruriginosa in modo dolce, senza contare che la storia, potenzialmente drammaticissima (anoressia, autolesionismo ecc) viene narrata con un tono lieve, mai autocommiserativo, mai ansiogeno.

 E' una capacità che nel mondo del fumetto occidentale, molto più teso a un'introspezione drammatica, ancora manca.

 Straconsigliato! E traducetelo vi prego!
NB: Pur in inglese è una pubblicazione che in Italia può essere ordinata in libreria e non solo via internet.

lunedì 24 luglio 2017

Cose realmente avvenute! Lo giuro! "L'educazione sentimentale dei fanciulli"!

 In questi giorni in cui sto facendo qualsiasi cosa per procurarmi la cervicale (disegnando china e facendo improvvisamente sport per contrastare il fatto che sto sempre china a disegnare), ecco che finalmente posso spiattellare un nuovo cose realmente avvenute lo giuro.

 Dunque, la madre in questione più che giudicata (nel caso a qualcuno girasse), secondo me va capita. Prima o poi anche in un paese bigotto come l'Italia, bisognerà giungere alla grande verità per la quale è NECESSARIO fare educazione sessuale (e sentimentale) a scuola.

 Con buona pace di tutti i genitori moige style che si preoccupano della purezza dei figlioli quando i figlioli smanettano su internet da quando sono in culla.
 Fatta questa doverosa premessa: Cose realmente avvenute! Lo giuro! "L'educazione sentimentale dei fanciulli"!




sabato 22 luglio 2017

Momenti di grande soddisfazione: le tre pasciute e colorate cartolone per l'ormai prossimo giveaway su fb! Daje e daje chiunque migliora, pure io.

 Per aumentare la mole di cose da fare, mi sono lanciata nella sfida di produrre tre cartolone da inviare ai vincitori del giveaway per i 10.000 fan su fb (che si sbloccherà appena verrà raggiunta la somma cifra).

 In realtà, ulteriori ore di lavoro a parte, disegnarle mi ha dato grandi soddisfazioni.

 Innanzitutto ho scoperto di avere vicino casa un meraviglioso (e costoso) negozio di materiale professionale da disegno dove ho trovato la carta più setosa della terra e ho potuto ammirare i promarker che però lascerò lì finché non mi sarò allenata coi colori un altro po'.

 Inoltre ho scoperto che, come per tutte le cose del mondo, daje e daje, con l'allenamento si migliora, quindi, come potrete ammirare nelle immagini sotto qualche miglioramento sembra vagamente esserci (o almeno io sono soddisfatta).

 Spero di migliorare molto e ancora, anche perché per acquistare il costoso materiale da disegno stavo pensando di sbarcare, in autunno/inverno, nel magico mondo di Patreon, un luogo dove degli ammiratori mecenati donano dinero ai loro artisti favoriti affinché creino.

 Effettivamente non so quante persone ardano dal desiderio di essere mie mecenati, ma tentar, se migliorerò ancora, non nuocerà.

 Sciorinati anche questi sogni di gloria, vado finalmente a disegnar!Eccovi intanto le tre amate creature!!





giovedì 20 luglio 2017

L'invincibile mostro che ingoia le ore di lavoro: la doccia serale. Una vignetta stanca.

In questi giorni di scarsa produttività blogghesca in realtà sto labor labor dietro le quinte.

Oltre a promettere sempre questa benedetta intervista Giopota-Vanzella, aggiungo che vorrei anche scrivere un post sullo Ius Soli e, infine, per chi mi segue anche su fb, sto preparando una sorta di Giveaway (anche io sono caduta nella trappola, ma è impossibile, temo, non finirci prima o poi).

 Parlando pane ar pane, vino ar vino, il Giveaway è una sorta di miniconcorso che in questo caso ha la sua motivazione negli ormai prossimi 10.000 like su fb (anche se ci stiamo arrivando con estrema calma).

 Cosa sarà e cosa non sarà, si scoprirà quando appunto giungeranno i 10.000 agognati like. 
 Nel frattempo io me la vedo con un mostro titanico che si frappone tra me e l'obiettivo: la doccia serale.

 Buonanotte a tutt*!



lunedì 17 luglio 2017

I consigli per l'estate 2017 parte III! Re crudi e sagre, vendette amorose, autobiografie siriane e cinesi, pirati omosex e chick-lit etero e corretti alla gaya

Ed ecco la terza ed ultima parte dei consigli per l'estate!
 Questa ultima parte è particolarmente varia e spero vi dia, come le precedenti, dei buoni spunti under the ombrellone.
 Detto ciò, buona lettura! Corro a disegnare!

"IL RE E' CRUDO" ed. All Around:

 Eccezion fatta per l'assurda ed esilarante guida del Portogallo della Rough Guide che comprai per caso l'anno scorso e mi regalò splendide perle (e me le regalerà anche quest'anno, non vedo l'ora di partire), in genere trovo le guide quella roba irritante a metà tra il tedio e la necessità
 Per la serie "ho bisogno di te, ma mi dai fastidio".

 Alcune collane, i vari "Andar per..." della Laterza  o "Viaggi nella storia" di Mattioli 1885, le trovo più sopportabili per hanno quell'aneddotica che rende tutto più interessanti.
 Tu magari ti trovi davanti a un ceppo e sai, grazie alla guidina peculiar, che su quel ceppo il prode Orlando sanguinò per qualche ora.

 Ecco la All Around edizioni ha una collana simile, "Il cacciatore di perle", che finora ha indagato i musei più strani d'Italia, "Pazzi musei", il turismo militare (non storcete la bocca, dalle mie parti per dire, c'è un famoso museo dell'aeronautica). "L'arte della guerra", e, infine, "Il re è crudo" sulle sagre e le feste più strane d'Italia.

 Se in pazzi musei potete scoprire l'esistenza del museo dell'Inquisizione, delle pompe di benzina e dei clown, grazie al Re è crudo, potrete addentrarvi nel magico mondo della follia di provincia.

 Ci sono cose spettacolari come il ballo degli Spadonari a Giaglione (TO) dove quattro uomini danzano con delle grosse spade o il gioco dell'Oca vivente a Mortara, dove la leggenda vuole sia nato per sollazzare i noiosi pomeriggi di Beatrice d'Este.
 Usanza gemella a Marostica dove avviene una partita a scacchi umana, sempre di origine rinascimentale.

 Grandi regine delle sagre nordiche, con mia sorpresa, sono le uova e la zucca, mentre al centro sono più numerose le rievocazioni storiche e al sud varie feste religiose, anche se non mancano cose come il Panettone Party di Ferragosto a Borbona, provincia di RIETI.

 E per chiudere, cibi antichi di cui si sta perdendo la memoria (tranne il chef che li riscoprono e te li vendono a peso d'oro), ma che tornano a brillare per una notte l'anno.
 Se siete fan di un turismo un po' alternativo, guide straconsigliate.

"L'ARABO DEL FUTURO II" di Riad Sattouf ed. Rizzoli Lizard e "UNA VITA CINESE. Il tempo del partito" di Li Kunwu e P. Otié Add Editore:

 Due freschissime e splendide graphic novel accomunate da varie cose:


1) Sono entrambe il secondo tempo di un'opera autobiografica più vasta.

2) In entrambi i casi si racconta un rapporto padre-figlio sulla scena di eventi più vasti: il primo nella Siria degli anni '70-'80, il secondo nella Cina maoista.

3) Oltre a essere davvero belle, hanno come bonus la possibilità di affacciarsi nella storia di alcune, purtroppo (e aggiungerei assurdamente) misconosciute, parti del mondo.

 Brevi recap.

"L'arabo del futuro" racconta la storia del fumettista Riad Sattouf, figlio di una francese e di un siriano politicamente attivo nel tutultuoso nord Africa degli anni '70.

 Nonostante Satouf abbia vissuto fino all'adolescenza in Siria, nel narrare ha un curioso effetto straniante da "pesce fuor d'acqua", come se fosse una sorta di straniero in patria che lo porta a notare gli aspetti belli, ma anche quelli terribili e retrogradi (come il delitto d'onore di una sua parente vedova e incinta) di un luogo in che sembra trovarsi, a più riprese, per puro caso.

 "Una vita cinese" è invece, per molti aspetti, un'autobiografia molto più dura.

 Se Sattouf vive di riflesso dal padre il regime degli Assad e le speranze tradite della generazione prima di lui, Li Kunwu la storia l'ha presa in pieno e con molta più violenza.
 Nel primo capitolo aveva descritto un'infanzia nella Cina maoista, illusa dal regime maoista e inutili sforzi di grandezza, nel secondo racconta una giovinezza segnata dalla rivoluzione culturale.

 Diviso dalla famiglia, spedito a lavorare in campagna, impossibilitato a iscriversi al partito a causa delle origini "borghesi" della famiglia, vive una vita dura, solitaria, piena di delusioni amorose e di un disincanto che lo porta a tradire anche gli amici più cari.

 Straconsigliate entrambe a tutti, anche a coloro che solitamente non leggono fumetti.
 Se vogliamo capire il mondo DOBBIAMO conoscerne la storia.

"DENTE PER DENTE" di Davide Muzzopappa ed. Fazi:

 Esiste un certo tipo di romanzi in cui la trama è quasi sostanzialmente inesistente, ma sono scritti in modo gustoso. 

Certo, ci sono anche quelli scritti in modo gustoso e con una trama (esempio, leggetelo se non lo avete ancora fatto, "Il meglio che possa capitare a una brioche" di Pablo Tusset), ma diciamo che è un'alchimia più complessa.

 "Dente per dente" del giovane Muzzopappa, che nella post-fazione ringrazia saggiamente i librai di aver imparato cristianamente a digitare il suo cognome, racconta la storia del giovane Leonardo, appassionato e blogger di auto che ha perso tre dita in un incidente di Go Kart durante l'adolescenza diventando il freak di turno a scuola.

  La sua autostima, in caduta libera, lo ha condotto ad avere un solo amico, Ivan, una sorta di residuato bellico che crede ancora alla soviet-anarchia-marxista-leninista (è di quell'imprecisata area di estremissima sinistra) e a lavorare come guardiano al Mu.Co., immaginario museo di arte contemporanea di Varese.

 Unico fatto straordinario della sua vita: la presenza di una fidanzata straordinariamente gnocca, ma dedita alla castità prematrimoniale, Andrea.
 Un'esemplare che avrei creduto inesistente se non avessi vissuto a Bergamo due anni e avessi visto coi miei occhi gente che credeva davvero alla verginità fino al matrimonio.

 Il fattaccio succede dopo l'ennesimo pranzo a casa della ricca famiglia fascia di lei: lui va a comprarle l'anello di fidanzamento e tak la scopre a letto col vicino mezzo svedese. 
 A quel punto inizia la follia generale per riprendersi dallo smacco: incendi, McDonald, pappagalli implosi, Kamasutra ed assortimento vario.
 Divertente, molto da ombrellone, si legge in un pomeriggio.


"PIRATI E SODOMIA" di B. R. Burg ed. Eleuthera:

 Libro per appassionati di saggistica weird, non fa misteri del tema sin dal titolo: pirati e sodomia.

 Inutile scandalizzarsi, non credo che qualcuno abbia mai pensato che decine di uomini isolati dal mondo per mesi, rimanessero in virginale attesa di attraccare da qualche parte per dar sfogo alle proprie sensuali passioni.

 Ciò che è però interessante di questo saggio, che in realtà di pruriginoso ha ben poco, è l'accurata ricostruzione storica delle comunità di pirati, di cui spesso si sa davvero poco nonostante abbiano coinvolto per qualche secolo migliaia di uomini e, sporadicamente, anche donne.

 Sin dall'inizio l'autore mette in chiaro una cosa che anche a me non era per nulla chiara: i pirati erano riusciti a costruire nei brevi secoli della loro storia una vera e propria società alternativa, con regole e anche una morale completamente diversa.

 Ai loro occhi, appunto, né la sodomia, ma neanche l'omosessualità erano visti come un comportamento riprovevole o deviante della normalità, erano parte della normalità stessa.
 Quindi non una necessità contingente, quanto una parte identitaria, proprio come lo era nell'antica Grecia.
 Particolare. Consigliatissimo agli amanti dei saggi.


 "NEI PANNI DI VALERIA" di Elisabet Benavent e "DILLO TU A MAMMA'" di Pierpaolo Mandetta ed. Rizzoli:

Inserisco questi ultimi due consigli per gli eventuali amanti dei chick lit che dovessero leggere questo blog, del resto è estate e uno ha anche il diritto di leggere stupidaggini tra un'ora di sonno e una partita a racchettoni.

 "Nei panni di Valeria" è una serie che ha fatto sfracelli in Spagna. L'autrice ha la classica storia dei sogni di ogni aspirante scrittore di romance: l'autrice, Elisabet Benavent, faceva un altro lavoro, poi ha deciso di scrivere le avventure di un gruppo di giovani e spigliate donne alle prese con ammmmore, sesso, famiglia e carriera, se lo è autopubblicato e pam ha fatto il botto.

 La storia credo possa appagare la voglia di qualsiasi amante dei chick-lit in circolazione: Valeria ha 27 anni e fa la scrittrice di romanzi rosa, ha un matrimonio in crisi (a quanto pare in Spagna si sposano molto giovani) e tre amiche con problemi amorosi variegati, Lola, Nerea e Carmen.
 Amore amore amore, uomini uomini uomini, lavoro carriera lavoro, amicizia amicizia amicizia, estate.

 "Dillo tu a mammà" ha curiosamente una storia editoriale quasi simile.
  L'autore, Pierpaolo Mandetta, si è autopubblicato con successo due raccolte di racconti e un romanzo, "Cuore satellite". Forte anche di un nutrito seguito su fb, ha attirato l'interesse della Rizzoli et voilà il suo romanzo per una major.

 La storia è un chick-lit corretto alla gaya.

 Samuele è gay, ha un compagno e vive al nord. I suoi genitori, nel paesello del sud da cui proviene, non sanno niente di tutto questo (a parte il fatto che vive al nord) perciò quando torna in visita con una sua amica, equivocano e la credono sua prossima sposa.
 Estate, sud, coming out, amori gay ed etero e anche un parto estemporaneo. Per chi ama Luca Bianchini et simili.

 E con questo spero di aver riempito le vostre saccocce libresche estive! Pensatemi mentre vi rotolate in spiaggia!

sabato 15 luglio 2017

I consigli per l'estate 2017 parte II! Vite nascoste, rivoluzione sessuale in Giappone, epigoni di Chandler, racconti inediti e le regole della fantasia per l'estate.

Presa da un gigantesco senso di colpa per essere così in ritardo per i consigli estivi, stamane mi sono lanciata in un neverending post che, a un certo punto, è diventato davvero troppo lungo.

 Eccolo quindi sdoppiato, la prima parte la posto oggi e domani la seconda, così, a scanso di uscite dell'ultimo secondo, il mio dovere per il vostro ombrellone l'ho fatto.


 Ho cercato di essere, come sempre in questi casi, molto variegata e di consigliare di tutto un po' per venire incontro ai gusti di tutti.


 Se siete al mare pensatemi, ora vi lascio coi consigli e vado a disegnare il libro di fumettame!

 Buona lettura!


"LA VITA CHE NON VEDI" di Kim Echlin ed. Einaudi:

 Chi salva una vita salva il mondo intero, recita un famosissimo verso del Talmud, tuttavia quanti vite e quanti mondi ci sforziamo davvero di conoscere nel corso della nostra vita?

Mahsa e Katherine sono due donne che si incontrano grazie a una passione in comune: la musica.

 La prima è arrivata in Canada dal Pakistan dove i genitori (madre pakistana e padre americano) sono stati uccisi dai parenti a seguito di una questione d'onore, Katherine invece è figlia di una canadese (che ha dovuto lottare con lo stato per tenerla con sé) e di un cinese che si è dileguato durante la sua infanzia.

 Tu dici, con un'infanzia del genere ci penseranno un miliardo di volte a metter su famiglia o, comunque, staranno attentissime a scegliere i propri compagni.

  Ma quando mai. Mahsa, dopo aver lasciato un fidanzato impossibile in Pakistan, si impelaga in Canada con un connazionale rigidissimo, mentre Katherine finisce per avere tre figli in tre anni (e si ferma solo perché la madre le svela l'esistenza degli anticoncezionali). E' proprio tutto perduto?

 Non per forza. Spesso le passioni possono salvare, e anche l'amicizia può farlo, perciò quando la passione per la musica le fa incontrare e ad accendere la miccia di quell'amicizia che tutto può far dimenticare, la vita continua ad essere difficile, ma forse, un po' meno pesante.

 Ogni persona che incontri ha una vita che non vedi e che, nonostante le canzoni, non è sempre giusta.


 "MIAMI BLUES" di Charles Willeford ed. Feltrinelli:
Diffido sempre quando accostano uno scrittore ignoto a uno scrittore noto.

 Colui che ha ispirato John Fante! Bukowski prima di Bukowski! Un incrocio tra Bukowski, Fante e una spolverata di Ginsberg corretta con Tolkien. Robe che insomma: che stai a dì?

 Tuttavia, una volta ogni morte di papa, la fascetta dice il vero e Charles Willeford è davvero un degno epigono di Raymond Chandler, l'uomo che inventò Philip Marlowe.

 Il suo eroe però non è un uomo affascinante che rigira donne come pedalini e doma i malvagi a suon di pugni, ma uno scalcinato detective un po' depresso e provvisto di una dentiera che, a sfregio gli verrà ladrata dal cattivo di turno: FrederickJ.  Frenger.

 Costui, delinquente disturbato e un po' geniale, è appena uscito di prigione e ha causato la morte di un Hare Krishna dopo avergli rotto un dito.

 In una Miami variopinta, corrotta e abitata da personaggi tanto inquietanti quanto vividi, inizia tra i due una sorta di caccia reciproca, raccontata con un magnifico tono ironico e divertito.
 Scusate se sembra una recensione vaga, ma non vedo il motivo di togliervi il gusto della lettura.

 Per concludere vi lascio l'incipit:

 "Frederick J. Frenger Jr., brillante psicopatico californiano, chiese alla hostess della prima classe un altro bicchiere di champagne e carta e penna.

 Lei gli portò una bottiglietta ghiacciata, tolse il tappo e gliela lasciò, poi tornò con carta della Pan Am e una biro bianca.

 Per un'ora Freddy sorseggiò champagne e si esercitò a firmare: Claude L. Bytell, Ramon Mendez e Herman T. Gotlieb".

Che ne dite?


"DANGER!" di ARTHUR CONAN DOYLE ed. Abeditore:

 Ho già parlato, in occasione degli innumerevoli post su Halloween (a proposito, c'è qualche altro folle oltre me che fa il countdown?), di questa piccola casa editrice capace di una grafica straordinaria in cui le copertine non sono copertine, sono vere e proprie opere d'arte.

 Ne riparlerò ovviamente per Ognissanti, ma questa estate hanno sfornato un nuovo piccolo libro che adoreranno gli amanti dell'età vittoriana e della fumosa e oscura Inghilterra di inizio secolo.

 "Danger" è infatti una raccolta di racconti di Arthur Conan Doyle, finora in edita in Italia, in cui si mescolano temi di vario tipo: sovrannaturale, ricordi familiari, poliziesco e costume.

 Il titolo è dovuto al primo racconto "Pericolo!" che paventava in modo inquietante lo scoppio della prima guerra mondiale con ben diciotto mesi d'anticipo, segno che il conflitto non era proprio imprevedibile e che, forse, se di tanto in tanto si ascoltano le cassandre, le cose potrebbero anche andare in modo diverso, e migliore, per tutti.


"LE REGOLE DELL'ESTATE" di Shaun Tan ed. Rizzoli:

 Non sono molto ferrata nei libri per ragazzi, ma questo meraviglioso illustrato di Shaun Tan è a prova di libraia poco esperta.


L'estate, stagione della libertà per eccellenza, ricettacolo prediletto di ricordi infantili (provate a pensarci, se rievocate i vostri ricordi, avrete la sensazione che più della metà della vostra infanzia si sia svolta in estate), di avventure, immaginazione e nuovi amici.

 "Le regole dell'estate" racconta, splendida tavola dopo splendida tavola il potere della fantasia: disegni e oggetti comuni che prendono vita e diventano alieni, navi spaziali, immense fughe, spaventosi mostri notturni.

 Certo, "L'ultimo giorno dell'estate" disegna in parte un mondo che a noi adulti sembra non esistere più, e non intendo quello dell'innocenza, ma privo di una tecnologia che sembra essere sempre superiore ai nostri sogni.

 Ma credo che in parte questo sia un nostro problema, proprio come lo era del protagonista de "La storia infinita" in cui la temibile nebbia divorava il mondo di Fantàsia.

 I bambini possono ancora vedere oltre la nebbia e per loro le possibilità rimangono immense, estate dopo estate.


"L'ETA' DELLA CONVIVENZA" di Kazuo Kamimura ed. JPop:

 Per veri appassionati di manga, è un malloppazzo in tre volumi (sono usciti finora i primi due, ma posso assicurarvi che sono belli cicciuti) che racconta la travagliata storia d'amore di una giovane coppia d'innamorati negli anni '70.

Chi avrà letto "Norwegian wood" di Murakami avrà già gettato uno sguardo, molto vago, all'esistenza di un '68 giapponese. 

 Anche il paese del Sol Levante, estremamente conservatore, ebbe un momento di estremi tumulti che impattarono più che a livello politico, sulla società, rigidissima e ovviamente di stampo patriarcale.

 L'anno scorso, era uscita una graphic per Coconino Press sullo stesso periodo "Elegia in rosso" di Seiichi Hayashi che già narrava il punto focale de "L'età della convivenza": le difficoltà insormontabili di una giovane coppia moderna alle prese con una società rigida e conservatrice.

 Dura è la vita di chi vive a cavallo di una rivoluzione incompiuta e i due giovani protagonisti ne subiranno tutte le conseguenze.

 Jiro e Kyoko sono due ventenni che convivono, a Tokyo, senza essere sposati.

 La cosa, esattamente come succedeva in Italia all'epoca, è fonte di estrema riprovazione sociale, ma loro si ostinano a rifiutare il matrimonio come soluzione, in parte per paura, in parte come ribellione personale verso una società che si sentirà tranquilla solo quando li avrà ridotti a uno status preciso.

 Kyoko lavora in un'agenzia pubblicitaria, mentre Jiro fa l'illustratore, attorno a loro si muove un complesso mondo di amicizie e di familiari che non si rassegnano alla loro scandalosa condizione.

 Ovviamente Kyoko, proprio come la Sachiko protagonista di "Elegia in rosso" sarà quella che pagherà il prezzo più alto per la sua ribellione.
 Entrambe vittime di una società che non ammette in nessun modo l'insubordinazione di chi, storicamente, deve sempre rimanere sottomesso e tacere.

venerdì 14 luglio 2017

Il titolo del nuovo libro di fumetti e vignette del blog: "QUANTI DOLORI GIOVANE LIBRAIA!". E...sorpresa! Ci saranno anche contenuti INEDITI!

 Ecco, che torno dopo un altro paio di giorni d'assenza. 

 Chi mi segue sui social sa che ieri sera, invece di stare paciosamente (in realtà non molto) a casa a scrivere e disegnare sono andata all'evento più Gianfilipposo Von Gianlampredis di Milano: la serata di chiusura della Milanesiana.

 Ne farò quanto prima un fumettoso resoconto. Premetto che il dramma maggiore è stato comprare un vestito elegante in sole due ore -.-"

 Comunque, domani DI SICURO uscirà la seconda infornata di consigli per l'estate, che, essendo così in ritardo, sarà molto nutrita.

 Intanto ecco che potete ammirare finally il titolo del nuovo libro: "Quanti dolori giovane libraia!" (ah, ovviamente ho dato per scontato che sapeste che la casa editrice sarà la stessa: la 001 edizioni).

 Sembra banale, ma è stato frutto del tragico brainstorming di ORE. 

 Peraltro quello che è davvero importante è lo SCOOP: stavolta infatti il libro avrà sia materiale già pubblicato sul blog, sia materiale INEDITO!

 Oltre ovviamente alla parte dedicata alle stupefacenti perle che librai e bibliotecari stanno già inviando copiose (e che continuo a invitarli a mandare mandare mandare o in pvt su fb o alla mail lagiovanelibraia@libero.it).



 Per la cronaca, anche questa immagine di lancio è indegnamente copiata da un manifesto del costruttivismo sovietico.
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