giovedì 3 aprile 2014

Il conservatorismo in Peppa Pig. ll mayale più famoso del mondo è in realtà un viatico per imporre un modello culturale? E se no perché qualcuno vorrebbe far frittata di piccoli uovi?

E' da un po' che vorrei fare un post su lui, il principe delle tavole degli onnivori , il re dei proverbi, la pietra dello scandalo nei regimi alimentari interreligiosi, l'animale che più di ogni altro usiamo citare a proposito e sproposito nelle nostre conversazioni: sua suinità il mayale.
Non temere amico porco, presto avrai un vero post tutto per te
 Personalmente non amo il suo gusto, ma l'ho sempre usato come arma linguistica impropria. Posso comporre intere frasi solo con la parola maiale e affini dentro, mayalizzare nomi e verbi e via dicendo.
 Perché accade questo? Non lo so et me excrucior, come direbbe Catullo.
Come ben sanno le famiglie con bambini al di sotto dei cinque o sei anni, tale è  negli ultimi tempi l'immedesimazione col porco che proprio ad uno di essi si deve uno degli ultimi sfracelli editoriali dell'infanzia: Peppa Pig e la sua animalesca but antropomorfa famiglia dominano le classifiche di vendita under 6. Certo, altri animali cercano di mettere in discussione il suo sgrufolante regno: il gattoMirtillo, Giulio Coniglio, la sempreverde Pimpa (che non ho mai capito che animale fosse da bambina ora credo un cane) e persino un suo compagno di specie, Lello Porcello. Tuttavia, nessuno possiede il potere magnetico di Peppa.
 Perciò dopo esserci interrogati sull'appeal editoriale di Fabio Volo, quello del Papa e quello di Montalbano, ecco che dobbiamo sviscerare le ragioni del successo di questa divinità del pantheon delle vendite.
Che cos'ha Peppa che Lello Porcello non ha?
 Mi verrebbe da dire in primis che, a dispetto del nome da Tevere sud, Peppa è un mayale più cool degli altri perchè proviene dall'Uk, nazione che notoriamente detta i termini in fatto di mode planetarie. Tuttavia, un bambino non ha ancora questo visione anglosassocentrica della vita (oddio i bambini di adesso magari sì, visti i miei sfracelli in inglese, mi auguro per loro che a 16 mesi siano già perfettamente bilingui), perciò il suo fascino deve risiedere in qualcos'altro.
 Peppa rientra in quella categoria di libri per pupanza che mirano a insegnare le regole fondamentali della civilizzazione: si mangia seduti, si usa il vasino, la natura è nostra amica, gli animali fanno i versi, sì ti puoi sporcare, ma poi ti lavi ecc.
 I bambini, ancor prima di parlare, la seguono affascinati, mentre ella si sporca con i genitori, si rotola nel fango, va all'asilo, perde i dentini e fa tutte le cose che vedono fare o gli viene richiesto di fare. E' un po' la loro versione delle nostre fiction: realtà edulcorata, ma credibile. Certo è un mayale, ma se gli adulti subiscono ancora fascinazioni animalesche tipo il "Pianeta delle scimmie" o Catwoman, perché non dovrebbe risultare credibile a un bambino che ancora non sa niente del mondo e potrebbe trovare plausibile, come i nostri antenati, l'esistenza di luoghi popolati da amici animali festosi e chiassosi?
La Pimpa. Dovrebbe essere un cane, ma
da bambina per me poteva essere tutto.
A mio parere il successo di Peppa Pig sta nel fatto che, al contrario dei suoi epigoni, propone un intero mondo parallelo in cui accadono le stesse cose della vita reale, ma in verrsione animalesca e colorata. Anche la Pimpa, per dire,  ha tutto un suo universo che però a guardarlo bene è molto più fantasioso e poetico, lascia spazio a immaginazione interpretazione. E' un cane sì, ma a pallini e non si sa nemmeno bene se è maschio o femmina.
La Pimpa è fantasia. Peppa invece è imitazione.
Non interessandomi molto i libri per ragazzi ho ignorato il suo magico mondo finché non ho deciso di regalare a mia nipote di un anno un libretto "Peppa Pig va in Biblioteca", così, per dar credito alle leggende che se abitui i bambini ai libri essi da grandi avranno voglia di leggere. Solo che, aprendolo, scopro che Peppa, portata in biblioteca dal padre, sceglie per sè i soliti libri da femminuccia: fate e fattoria. Il fratellino George invece si getta sui dinosauri e mi pare gli aeroplani.
 Incuriosita da questa devianza conservatrice ho iniziato a leggere gli altri libri peppeschi e ho scoperto un'amara verità: Peppa Pig è un mayale molto conservatore.
 Munita di perenne vestitino rosso essa possiede la più classiche delle sacre famiglie da mulino bianco:
 Una madre casalinga che passa il suo tempo sì a sgrufolare, ma a pulire, stirare, fare lavatrici e preparare il pranzo.
Un padre grassoccio che la mattina prende la macchina e va a lavoro in giacca e cravatta (ma talvolta quando torna fa i lavori domestici anche lui).
 Fratellino che adora i dinosauri e fondamentalmente rompe le scatole.
 Tutti felici abitano in una casa in cima ad un monte e non litigano mai.
Lei e il fratellino vanno in una scuola in cui sono tutti carini e puliti, ha una maestra (femmina ovviamente), amichetti che hanno una mamma e un papà e, nonostante siano in Inghilterra, il sole splende spesso e volentieri.
 E' un panorama idilliaco, perfettamente adatto ad un bambino. O no?  
 Il punto è che spesso si confonde il diritto all'innocenza dei bambini con una precoce vessazione culturale.
 Si spaccia cioè un modello che si ritiene il più giusto e perfetto come l'unica rassicurante via. Chi osa criticarlo o proporre alternative viene tacciato, al culmine del paradosso e dell'ipocrisia, di condurre battaglie sulla pelle dei bambini.
 Magari ci sono bambini che non hanno la famiglia del mulino bianco e più grandi iniziano a farsi delle domande, e altri che potrebbero trovare una certa incongruenza su madre pig casalinga felice di infilare panni in una lavatrice e la propria che lavora tutto il giorno fuori, magari ci sono papà casalinghi e bambine che amerebbero i dinosauri se potessero.
Mentre la Pimpa insegna cose proponendo modelli fantastici, Peppa insegna le cose insegnando un modello di vita. 
 E', secondo me, superficiale dire "Cosa vuoi che capiscano a quell'età?". I bambini comprendono e assorbono come spugne e ricordano e confrontano e dubitano del mondo e si aggrappano a ciò che gli è stato insegnato, anche se non è in linea con la loro natura.
Ma del resto che l'imposizione culturale di certe regole che si ritengono naturali diventa evidente davanti a casi come le ripetute proteste contro la casa editrice Lo Stampatello con "Piccolo uovo" , libro accusato dagli integralisti di portare avanti supposte ideologie perchè mostra un uovo (non a caso disegnato da Altan) che prima di nascere scopre tanti tipi di famiglie e non sa davvero decidere quale sia la migliore.
 Il mayale conservatore Peppa ha una sola famiglia, un solo modello, una sola parola e un solo sgrufolamento, altro che piccole uova piene di dubbi e di possibilità.

 Oh, poi magari è solo un mio vaneggiamento, ma appena ho visto mamma Pig casalinga felice è stata la prima cosa che ho pensato. E a voi è mai venuto in mente? 
Non leggete Peppa Pig? Forse è questo il problema dei bambini, che gli adulti non leggono prima quello che stanno per rifilargli.

27 commenti:

  1. Fino al riferimento alle critiche contro "Lo Stampatello" ho pensato che fossi diventata una complottista anche tu XD Purtroppo invece ho letto dei commenti sulla pagina di un politico, felice che le fiabe LGBT fossero state bloccate a Venezia, in cui alcuni utenti concordavano sul fatto che il prossimo passo sarebbe stato chiudere la succitata Casa Editrice.

    Il passo seguente sarà disegnare i maialini maschi di un colore che non sia rosa?

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    1. La storia delle critiche allo Stampatello è incredibile. Ho fatto un'intervista a Francesca Pardi (l'editora/scrittrice di "Piccolo Uovo" che apparirà appena avrò tempo di trascriverla) e mi raccontava di attacchi molto violenti su tutti i fronti: il solito web, ma sì politici, movimenti cattolici.
      Se davvero niente importa allora perché tutto questo odio per un piccolo uovo che passa in rassegna solo diversi tipi di famiglia?

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  2. Non ho bambini e non ne frequento molti ma da quello che mi pare di capire stiamo tornando ad avere dei criteri vittoriani nei confronti dell'infanzia e senza un Louis Carroll che sovverta l'ordine costituito. Che la Pimpa ci assista! :D

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  3. in effetti non ci avevo mai pensato... comunque l'importante secondo me è che i bambini non s limitino a un solo modello, ma ne abbiano diversi a disposizione. A mio nipote quattrenne per esempio piacciono sia la Pimpa che Peppa che i Barbapapà (anche se il suo amore più grande è il trenino Thomas). Il libro del piccolo Uovo non lo conoscevo, ma se lo trovo glielo prendo sicuramente!

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  4. sorry ma la tua analisi è superficiale e sbagliata. Conosco le prime tre stagioni di Peppa Pig praticamente a memoria (mio malgrado, s'intende, su Rai Yoyo la mandano svariate ore al giorno), e posso dirti che il mondo di peppa è tutto tranne quello che dici. Un po' di esempi così' ci capiamo:
    - Mamma Pig lavora da casa al computer, non si capisce bene cosa faccia ma lo fa. Rispetto alle mamme da Mulino Bianco è molto meno "buona e cara" e in più di qualche occasione (in particolare nei viaggi e nelle gite) è lei che - orrore! - guida la macchina mentre Papà Pig siede affianco (tipicamente sfogliando la mappa, e non riuscendo a leggerla)
    - Papà Pig si vede spesso cucinare, fare la spesa, pulire casa, ecc., anche se ovviamente predilige l'ozio. E' un imbranato totale, altro che il papà bello, giovane & scattante del suddetto mulino
    - Non li vedi mai litigare perchè, fondamentalmente, il target di Peppa è molto più basso, come età, ovvero è indirizzato ai pre-schoolers. Che poi piaccia anche a bambini più grandi è un dato di fatto che ovviamente fa felice quelli di Lisciani e di Giochi Preziosi. Cmq, quando Papà Pig ne fa una delle sue, viene spesso rimproverato.
    - Le famiglie sono più o meno tutte tradizionali, ma ci sono Danny Dog che vive col nonno e la Signorina Coniglio (sorella di Mamma Coniglio) che non è sposata e non ha figli (è una donna in carriera, in ogni puntata fa un lavoro diverso, anche da uomo - proprio come nelle nostre pubblicità, oh! Uguale!).
    - Madame Gazzella è la maestra dell'asilo, e all'asilo di maestri maschi non se ne sono mai visti.
    - pur essendo animali, se vedi una puntata in inglese noti che un sacco di personaggi hanno accenti diversi (madame gazzella, per dire, ha un accento afro), come a sottolineare ulteriormente la varietà di persone che c'è del mondo, al contrario della famiglia di Pura Razza Ariana che campeggia nelle nostre pubblicità
    - il sole splende sempre anche in tutte le altre produzioni inglesi, che siano cartoni, serie o film, facciamo poco gli schizzinosi. Semmai, si può obbiettare che c'è una sola puntata con la nebbia come protagonista.
    - è vero che George preferisce i dinosauri e Peppa le bambole, ma è anche vero che quando giocano ai pirati o a calcio non ci sono solo i maschi, ma anche le femmine.

    Se adesso vogliamo fare una piazzata percgè non c'è nessun messaggio LGBT-friendly, fai pure, ma secondo me sbagli TOTALMENTE obbiettivo: Peppa Pig è un cartone tutto sommato anticonformista, politicamente scorretto in giusta quantità (avrò sentito almeno 10 rutti tra tutte le puntate che ho visto... vabbè che ormai li hanno sdoganati ovunque), e che piace ai bambini perchè ha dei disegni semplici (cosìcchè perfino un impedito come me può disegnargli una peppa da colorare) e parla di storie che raccontano il loro mondo, non un mondo fantastico. Non ci sono sovrastrutture, secondo letture, messaggi più nascosti, è tutto alla luce del sole. Semmai, dovresti lagnarti con Lisciani e Giochi Preziosi che hanno deciso di saturare totalmente il mercato, e qui ti do ragione appieno. La colpa è anche della Rai che la manda in onda tipo 5 volte al giorno, compresa una striscia di un'ora e mezza serale. Se vai sulla pagina di Rai Yoyo è pieno di genitori che si lagnano che i figli si sono stufati di vedere sempre le stesse puntate e chiedono più varietà nella programmazione. E i miei due marmocchi non fanno eccezione.

    Ecco, per colpa tua ho dovuto fare l'apologia di Peppa Pig. Per punizione adesso ti cerchi su youtube le puntate Holiday in the sun e The Holiday House, e poi fai un bel post sugli stereotipi italiani visti dagli occhi degli inglesi (trattasi di due spassosissime puntate in cui peppa & co. vengono in vacanza nel belpaese). Per inciso, a me 'ste due puntate hanno fatto scassare dal ridere e non ho idea di come abbiano fatto a doppiarle in italiano.

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  5. (che non ho mai capito che animale fosse da bambina ora credo un cane) -> stai scherzando, vero?!?

    Discorso totalmente diverso per la Pimpa, che secondo me NON E' un cartone per bambini. Ci sono un sacco di messaggi nascosti, sovrastrutture, seconde letture e geniali giochi di parole che solo un adulto può apprezzare, oltre al fatto che secondo me Altan si drogava pesantemente per partorire certe idee e certi colori, uh, lisergici :D
    Io spero che MAI E POI MAI i miei bambini mi facciano notare che la Pimpa si è mangiata i biscotti che fino ad un secondo prima stavano chiacchierando amabilmente con lei... -___-'''

    Sorvoliamo poi sui discorsi naturalistico-buonisti di barbapapà, far vedere ai bambini che è bello salvare un agnello dalle grinfie del lupo, che quindi per quel giorno deve rinunciare a mangiare lo trovo SBAGLIATISSIMO. Per fortuna sono solo le puntate degli anni '70 ad essere così, quelle più recenti hanno un approccio diverso (mi pare).

    Detto questo, i bambini sono tutti fan di Peppa perchè i genitori non si premurano di fargli vedere cartoni diversi da quelli proposti sistematicamente da Rai Yoyo o i vari canali per bambini di Sky. Fino ad un paio di anni fa la programmazione di Yoyo era parecchio variegata, mentre ora puntano tutto sul trittico Peppa-Pimpa-Barbapapà, relegando eventuali variazioni di palinsesto ad orari improbabili.
    Consiglio a tutti i genitori Charlie & Lola, un cartone bellissimo (sempre inglese), intelligente, realizzato in maniera creativa e che fa lavorare parecchio la fantasia.
    Su youtube si trovano parecchie puntate, eccone una: http://www.youtube.com/watch?v=U0z9XSByAP4
    (attualmente va in onda su yoyo mi pare alle undici di sera...)

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    1. Impossiball certo che se tu la metti dal punto di vista del tenero padre attento, presente, premuroso, intelligente, che ragiona coi figli e non dà loro da bere realtà precostituite, che pone alternative ecc ecc ecc, certo che Peppa Pig è solo una goccia nel mare di quel che bevono e assorbono i tuoi figli da pupi.
      Il problema è che non tutti i genitori, vuoi per stanchezza, perché magari sono soli o perché magari non hanno mai letto (i miei parenti con la nipote che citavo sono così, per loro Peppa Pig è già cultura: un libro!) son come te e la Peppa è fonte di salvezza. Non è che Peppa Pig sia il MALE è solo che, secondo me, è un porcello conservatore.
      Peraltro non sono l'unica a pensarla così: http://www.giornalettismo.com/archives/1377177/peppa-pig-scende-in-politica-per-difendere-la-famiglia/

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    2. La stai a butta' in caciara :D

      Cmq, c'è da dire una cosa: se non avessi figli, verosimilmente penserei di peppa pig la stessa cosa che pensi tu. Però, proprio perchè invece ne ho e mi è toccato vedermi tutto, ti dico che se una famiglia si affida a peppa pig per far comprendere il mondo ai figli, beh, non è poi così male. C'è di molto peggio (Barbapapà, per esempio), e soprattutto è moooooolto meno stereotipato delle pubblicità che girano da noi. Secondo me non è un porcello conservatore, insomma: io, per dire, non conosco nessuna famiglia "anomala" di persona, ergo dovrei pensare che i miei figli cresceranno pensando che l'unica famiglia possibile sia quella con mamma e papà? Dai, stai facendo l'errore di vedere sovrastrutture su un cartone che non ne ha (nè pretende di averne).

      Detto questo, quell'articolo si riferisce alla classica iniziativa pre-elettorale in cui ci si appiglia a qualunque cosa pur di avere un simbolo che attiri l'attenzione sulla scheda. Ti ricordi quei meravigliosi "Forza Roma" e "Forza Lazio", i cui manifesti invitavano a votare "per la tua squadra del cuore"? Ecco, il livello è lo stesso, e la difesa della famiglia non c'entra niente.

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  6. l'ho visto e quello che ho subito pensato è che uccide la fantasia (nonostante gli animaletti al posto dei bambini), che è troppo stereotipato e che sia stato scelto proprio per coltivare nei bambini l'accettazione per le cose come devono essere, insomma è preoccupante... Diventeranno adulti pecore?

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  7. non conosco Peppa Pig se non per la versione "Pocca" in siciliano di cui mi hanno fatto vedere un paio di puntate, è stato interessante leggere i due diversi punti di vista ma non mi pronuncio. vorrei però sollevare una questione diversa ma collegata, e cioè quella del linguaggio usato per i più piccoli. tempo fa, andando a casa di mio nonno, è stato riesumato un vecchio libro di mio padre, di cui abbiamo notato i termini piuttosto complessi in contrasto con i disegni infantili (mi spiace non poter fare esempi ma non me li ricordo proprio, e non vorrei spararle grosse). sembra che i libri di una volta tendessero a migliorare il linguaggio dei bimbi, mentre ora sembrano usare solo termini consueti e rassicuranti. non ne sono sicura, non avendo molto a che fare con quelle fasce di età (anche pre-school, in caso di fiabe che vadano lette dai genitori o chi per loro), per cui chiedo un parere a voi, sicuramente più esperti di me, per un motivo o per l'altro!

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    1. sembra che i libri di una volta tendessero a migliorare il linguaggio dei bimbi, mentre ora sembrano usare solo termini consueti e rassicuranti. non ne sono sicura,

      Anche io parlo per impressioni di seconda mano, ma quello che dici sembra succeda anche nei fumetti. Ho sentito tante persone dire che i testi dei vecchi "Topolino" erano ricchi di termini aulici, "strani", impegnativi. In molti mi hanno detto di avere imparato lì tante parole difficili. Oggi invece pare sia la fiera della banalità e dell'italiano facile e facilitato.
      Nello sforzo di rimuovere qualsiasi ostacolo da davanti i nostri pargoletti, invece che proporre loro nuove sfide, tendiamo a ricacciarli sempre nel loro angolo "poppante", forti del ragionamento "Poverino, è così piccolo, non può mica sforzarsi!". Pessimismo e fastidio.

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    2. onestamente non lo so. Ho passato anni a chiedermi che diavolo fosse quel "lucroso affare" che doveva combinare Rockerduck in un topolino del '75 (mi pare) trovato a casa di mio zio.

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    3. Ho passato anni a chiedermi che diavolo fosse quel "lucroso affare" che doveva combinare Rockerduck in un topolino del '75

      Curiosità: a che età l'hai letto quel Topolino? Perché da noi, a partire dalla 3a elementari, le maestre imposero l'acquisto de "Il Piccolo Palazzi", il vocabolario ridotto per bambini, che divenne subito un compagno insostituibile di studi e non solo. L'idea era che, anche aldilà della scuola, quando incontravamo parole nuove di cui non sapevamo il significato, dovevamo cercarle e capirle. Strumentino leggero e preziosissimo, gli ho voluto un bene dell'anima, al mio Palazzino :)

      http://thumbs3.ebaystatic.com/m/mLbkm0FoYmXsfg6kmd-9mkA/140.jpg

      Che poi, in un fumetto, le immagini aiutano comunque a capire ciò che leggi, e il contesto fa il suo. Del resto è proprio incontrando la stessa "strana" parola in contesti diversi che ne intuiamo il valore semantico fondamentale. Anche più che leggendolo direttamente sul vocabolario. Imho i redattori del Topolino facevano più che bene a inserire anche parole difficili, era un'ottima scuola linguistica! ^^

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  8. I libri per bambini vanno paradossalmente tutti bene, a patto che i genitori sappiano aiutare i bambini a decifrarli: i miei figli (due gemelli di 3 anni e mezzo) ancora non leggono (oddio, uno dei due in realtà ci riesce) ma a furia di farseli leggere, alcuni li sanno praticamente a memoria. Per cui in questa fase sono i genitori che leggono e spiegano, per cui qualunque libro illustrato può essere letto insieme a loro, e qualunque libro può essere letto per farli addormentare: per dire, mia moglie gli ha letto Remì, Anna dai capelli rossi (lo so, è il titolo del cartone ma non mi ricordo il titolo originale) e persino i Promessi Sposi. Ok, li ha letti più per lei che per loro, ma quelli alla fine si addormentavano, per cui bene così.
    Persino i libri carichi di stereotipi di genere possono essere letti tranquillamente, a patto che appunto i genitori sappiano contestualizzare, oppure che all'asilo giochino tutti con gli stessi giochi indistintamente per cui i bambini neanche si pongano il problema. Nel nostro caso succedono entrambe le cose :)

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  9. La bambina per cui facevo la babysitter, qui in UK, adorava Peppa Pig. Io, sinceramente, non ci vedo niente di male...
    Non lo so, sarò strana io, ma non credo che ci sia dietro l'imposizione di un'ideologia. E' un po' una famiglia basata su un archetipo, magari superato sì, ma che si ritrova in decine di altri racconti per bambini, favole e quant'altro.

    Quello che ho notato io è che, tra le altre cose, insegna ai bambini molto piccoli i nomi delle stelle, come riconoscerle, i nomi della frutta e così via... poi che la mamma di Peppa faccia la lavatrice o meno non lo trovo scandaloso.
    Mio padre ha fatto l'operaio per 40 anni e mia madre la casalinga. Non credo che nella mia famiglia ci sia un problema solo perché mia madre non ha scelto di lavorare... possiamo fermarci a pensare che, forse, certe donne siano effettivamente felici di scegliere la famiglia e non il lavoro, se le condizioni lo permettono, o vogliamo necessariamente puntare il dito e vederle come qualcuno che abbia rinunciato ai propri sogni? Magari non è così. Magari loro potrebbero essere felicissime della loro scelta.

    Io non sceglierei la vita da casalinga, personalmente, ma non credo che le scelte diverse dalla mia siano necessariamente sbagliate.
    E se un giorno una bambina che oggi vede Peppa Pig volesse restare a casa coi figli dove sarebbe il problema? Il problema sorge quando questa non è una scelta ma un'imposizione. Ma finché siamo nell'ambito della scelta, tutti hanno diritto a fare ciò che vogliono nella vita.

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    1. Premettendo che con Peppa Pig la scelta della casalinghitudine e affini non è ancora ambito di discussione perché stiamo parlando di un cartone e di libri per bambini così piccoli che si spera non abbiano ancora in mente una professione, la mia domanda è: i bambini maschi si pongono mai il problema/la scelta/la possibilità di diventare casalinghi?
      Ora esistono i cosiddetti "mammi" (ovviamente il termine non poteva essere che mutuato da un femminile), ma sono talmente pochi che io non conosco nessuno della mia età che ne abbia mai avuto l'aspirazione.
      Fare la casalinga non è una cosa negativa, il negativo sta nel fatto che venga concepito e percepito come "lavoro" (anzi alcuni non lo percepiscono neanche come lavoro che uno sfacchina per la gloria) esclusivamente ad appannaggio del genere femminile.
      Il problema di Peppa Pig, secondo me, sta nel riproporre questi ruoli di "genere" e sociali, in generale, che sì andavano bene per i miei nonni, ma già non più per i miei genitori (che sono entrambi molto giovani), tanto che mia madre ha fatto forzatamente la casalinga quando io ero piccola e ora è strafelice di lavorare. Sono cambiati i tempi, le aspirazioni, i ruoli e i desideri.
      Peppa Pig propone questa archetipica famiglia che non piace manco più alla Disney che con Merida fa infatti vedere una madre che tenta di "femminilizzare" la figlia a tutti i costi coi suoi criteri, mentre lei vuole tirare con l'arco ed essere libera. Merida all'inizio considera sua madre una cretina, poi capisce che è semplicemente diversa da lei.
      Quel che rimprovero a Peppa Pig è di non proporre cose diverse per bambini che hanno desideri diversi. Bambini maschi che vorrebbero giocare con le fate (ne ho visti) mentre i genitori li forzano a prendere i libri sui dinosauri (ne ho visti). Perché il fratello di Peppa gioca coi dinosauri e non con le bambole? O l'amica di Peppa, la coniglia, non ha una sola mamma?
      Gli archetipi fiabeschi, visto che li tiriamo in ballo, erano molto più seri e truculenti, altro che le nostre fiabette: matrigne, sorellastre, schiavismo, suocere perfide, abbandoni in tenera età, scambi in culla, bambole transazionali e bestie selvatiche.
      Un tempo le fiabe raccontavano davvero gli universi dietro la vita.
      Il punto è: lasciamo davvero i bambini liberi di scegliere o in realtà rischiamo di condizionarli sin dalla tenera età? Perché, personalmente, posso dire, che le varie cretinaggini iperfemminili che esistevano anche durante la mia infanzia mi erano peggio che insopportabili eppure mi venivano imposte.

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    2. Andiamo per punti che sennò mi incasino:
      1) la maggior parte delle donne che rimane a casa dopo aver fatto dei figli è perchè non ha scelta, almeno questo mi dice la mia esperienza diretta: ti rendi conto di non poter ricominciare a lavorare, o magari avevi un contratto precario che non prevedeva la maternità, e zac!, ti ritrovi casalinga ad accudire il figlio. Qualcuna ci sta dentro (una amica di mia moglie, che per inciso ha una cultura spaventosa, e porta il figlio al Macro, per dire), qualcun'altra meno (una tizia che conosco che dopo due figli ha sfornato 2 gemelli e adesso è costretta a tirar su tutti e 4 praticamente da sola che il marito lavora non so dove in un laboratorio di fisica, e ovviamente è stressata come poche).
      Ecco perchè è difficile che sia il maschio a rimanere a casa a fare il mammo. Certo, se - per esempio - lui ha un contratto precario e lei magari invece gestisce una avviata attività imprenditoriale, allora le cose cambiano, diciamo che ho citato la casistica standard.
      2) Peppa Pig propone nè più ne meno che la realtà, anzi a volte la supera pure: io di signore Coniglio che guidano elicotteri di soccorso o fanno il pompiere non ne conosco. Non ci sono famiglie diverse da quella tradizionale? Forse è perchè non sono (ancora) così diffuse da rientrare nelle casistiche di cui ognuno di noi può avere esperienza (l'unica coppia omosessuale che conosco non ha figli. In compenso, il bouquet al mio matrimonio l'hanno preso loro ^^). Se proprio vogliamo cercare il pelo nell'uovo, manca la famiglia monogenitoriale, quella sì che è diffusa. Forse è rappresentata da Danny Dog che vive col nonno?
      3) Peppa Pig mischia qualche stereotipo gratuito a cose abbastanza stereotipo-free, però è anche vero che la realtà è fatta proprio così. E cmq, far vedere ai bambini una determinata realtà non è che li condiziona più di tanto, altrimenti il tuo post precedente (quello sullo stoicismo nei cartoni giapponesi) lo avresti scritto diversamente e io anzichè cazzeggiare su un blog starei a lavorare come un forsennato :P

      Occhio a tirar fuori le cose di "un tempo", che certe robe del passato erano ABERRANTI in una maniera inimmaginabile. Prendi questa filastrocca per bambini: http://www.youtube.com/watch?v=jiFMBgN7lCE clicca su "mostra altro" e leggiti il testo: ti sembra una roba per bambini? A me sembra una roba truculenta. Eppure dovrebbe essere uno Zecchino D'Oro anni 60 o qualcosa del genere.

      E ora smettila di farmi difendere peppa pig, dì che ho ragione io e basta! :D

      (P.S.: se vuoi il male assoluto, cmq, vediti una puntata dei Teletubbies e poi ne riparliamo)

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    3. Impossiball devo dire che non ti avrei mai visto nelle parti dello strenuo difensore di Peppa Pig, comunque la stiamo facendo più tragica del previsto: io non dico che Peppa è il MALE e i nostri (nel caso specifico i vostri) figli cresceranno stereotipati, io spiegavo perché, secondo me, è un porcello conservatore e poco fantasioso.
      Io capisco che ci son cose tipo il lavoro da casa (forse l'unica nota davvero fantastica della storia di Peppa) e la coniglia che guida elicotteri, ma son portata a pensare che siano aggiustatine politicamente corrette da buon cartone Uk.
      L'articolo di giornalettismo che ti ho postato era per farci due risate ;P

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    4. Ps. Avendo una sorella moooolto più piccola mi sono sciroppata Teletubbies e Melevisione in gran quantità!

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    5. Sì, sì, l'avevo capito che non è che stavi dando a peppa la colpa di tutti i mali del mondo, è solo che avendo visto - ripeto: mio malgrado - tutte le puntate, tante annotazioni che hai fatto, che sono alla base del tuo discorso, non le ho ritrovate. Alla fine, leggendo i tuoi post, ho capito che siamo d'accordo praticamente sul 99% delle cose (ci manca solo che abbiamo gli stessi gusti in fatto di donne, ahahaha), ergo non mi preoccupo :)

      Cmq, degli stessi autori di Peppa c'è il carinissimo "Il regno di ben e holly", che ovviamente su rai yoyo fanno in orari del piffero (dopo che non lo hanno più fatto per 2 anni), storia che parla dell'amicizia tra un elfo e una fatina, ma ambientato ai giorni nostri: una sorta di urban fantasy!

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    6. Io non so se Peppa Pig sia conservatrice o meno, per il semplice fatto che non sono mai riuscita a sorbirmi più di 30 secondi di quell'orrore. E non riesco a capacitarmi che un cartone in cui i maiali hanno la testa che sembra lo scarabocchio stilizzato di un ca**o (provate a smentirmi! Tanto tanto la Peppa, ma suo padre, che sulle guance/testicoli c'ha pure i peletti sparsi, è un'immagine di rara "vomititudine"...), doppiato come se qualcuno passasse le unghie sulla lavagna, mandi in visibilio i bambini e sia il nuovo passepartout per rifilare loro qualsiasi pecionata di marketing.
      Come ho avuto modo di scrivere altrove (precisamente, sul forum dei filatelici, dopo aver scoperto che quest'anno la Gran Bretagna dedicherà addirittura un francobollo all'obbrobria maiala; noi avremo in compenso il francobollo sulla Nutella, e vinciamo a mani basse... :P ), imho Peppa Pig è, semplicemente, assuefazione al brutto estetico per i bambini. E la trovo una cosa inaccettabile, nel momento in cui i nostri pargoli avrebbero alternative di tutto rispetto quali la già nominata Pimpa (Altan santo subito!) e cosine ben confezionate come "Il meraviglioso mondo di Richard Scarry". Quest'ultimo, se vogliamo, non lontano da Peppa & Co. come tipologia di intrattenimento, ma infinitamente più gradevole (e sì, l'ultima volta che ho controllato, la RAI ancora lo trasmetteva).
      IMHO, il trionfo di Peppa Pig su Pimpa e Zigo-Zago è, più o meno, un ennesimo segnale del crollo morale dell'Occidente. Tiè! è_é

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    7. No, no, fermi tutti. Il target di Peppa Pig è diverso da quello di Evviva Sandrino (ovvero lo Scarry di cui parli), anche se poi i miei adorano più il secondo che la prima. Le storie di Sandrino & co. sono complesse, c'è un mistero da svelare, indizi, indagini, ecc., non è la roba per bambini in età prescolare che ti propinano i maialacci, insomma, è più per gente in età scolare. E' ovvio che agli occhi di un adulto Zigo-Zago e la Pimpa vincono a mani basse.

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    8. E' ovvio che agli occhi di un adulto Zigo-Zago e la Pimpa vincono a mani basse.

      impo, io non parlavo delle trame più o meno adulte. Io parlavo di estetica. Ciò che non capisco è perché i bambini dai 5 anni in su (io a quell'età ho cominciato a confrontarmi coi libri di Richard Scarry) possono avere Sandrino e la Pimpa, mentre a quelli più piccoli toccano i maiali con la testa a forma di ca**o. E ci si entusiasmano pure! Nel paese di Raffaello e Leonardo, a me pare una bestemmia e una dis-educazione al bello mica da ridere... -_-

      (Non vogliamo parlare di Altan e Scarry? Parliamo di Tony Wolf. Come fai a propinare i maiali-testa-a-minc*a ai bambini, quando al mondo esistono le fate, i nani, i giganti e gli animali di Tony Wolf? COME?!?)

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  10. Evidentemente ai bambini MOLTO piccoli piacciono le forme semplificate e i colori squillanti. Così come amano vedere rappresentato un mondo in cui possono riconoscersi (e comunque mamma pig lavora al pc e papà pig fa le faccende, quindi non ci vedo niente di così retrivo). Che male c'è?
    Personalmente mi danno molto più fastidio rutti e grugniti...

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  11. Ottima disamina.
    Aggiungendo che Peppa Pig è disegnato davvero male.

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