giovedì 18 settembre 2014

Il tam tam e i libri consigliati da grandi scrittori: Borges e i polizieschi, Baudelaire e l'horror, Fitzgerald e le catene di sant'Antonio e grandi meravigliose riscoperte.

Peraltro su codesto termine e sulle implicazioni
del "Tam tam" come comunicazione a distanza
di alcune popolazioni africane c'è una bella
introduzione ne "L'informazione" di Gleick
Uno dei più grandi misteri dell'editoria è il cosiddetto tam tam, gioioso meccanismo per cui un libro esplode non grazie alla pubblicità o alla figaggine di chi l'ha scritto, ma al cosiddetto passaparola. Ovviamente il grande meccanismo del marketing ha cercato di copiare il misterioso meccanismo che sta alla base del "Io consiglio un libro a te, tu lo riconsigli, in due mesi lo spediamo in classifica", riuscendoci in realtà poche volte.
 Grazie a dio, la mente umana, è ancora un mistero e comprendere il funzionamento di un sistema non vuol dire saperlo ricreare, soprattutto se le variabili sono non solo nebbiose, ma troppe.
 Comunque, in genere, un elemento catalizzatore del tam tam si scatena quando uno scrittore famoso si inserisce nel circuito dando così un input pubblicitario devastante ad un titolo che magari è fuori commercio da dieci anni o lo pubblica una casa editrice di Caserta tenuta nel tempo libero da un'anziana di 85 anni.
 Esempi fatali per chiunque lavori in libreria i due grandi scrittori-consigliatori di professione: Alessandro Baricco e Roberto Saviano. Qualsiasi cosa, pure la più assurda e astrusa, abbia toccato le corde del loro animo pam, viene immediatamente richiesta da chiunque. Così assisti a momenti deliranti in cui uomini che non aprono un libro dai tempi delle medie vengono a chiederti la storia di una colonia ebraica di un paesello della Puglia (mi riferisco in questo caso a "Gli ebrei di San Nicandro").
 Lo scrittore famoso consigliatore è una specie sempre esistita. Un tempo infatti usava che gli scrittori fossero anche grandi lettori e conservassero per sempre nel proprio cuore il ricordo di un libro favorito, non solo in ragione della sua bellezza, ma anche dell'influenza che esso aveva avuto nella sua scrittura. Rimuginando su qualcosa del genere ho partorito questo post sui libri favoriti dagli scrittori famosi, in tutti i luoghi, i laghi e i tempi.
 Pronti per carrellare? E si carrelli!

FITZGERALD: 
 Megalomane come al solito, Fitz non aveva un solo scrittore preferito, ma si curò di dettare all'infermiera che lo assisteva un elenco di ben 22 libri favoriti. Nel gioco "Quale libro porteresti su un'isola deserta?" avrebbe perso di sicuro (e sarebbe affondato con una cassapanca in mezzo al mare), in compenso sarebbe prevedibilmente andato a nozze con quelle infinite catene di sant'Antonio dal titolo "I 10 libri che ti hanno cambiato la vita".
 Ecco i 22 prescelti:

Nostra sorella Carrie, di Theodore Dreiser
La vita di Gesù, di Ernest Renan
Casa di bambole, di Henrik Ibsen
Winesburg, Ohio, di Sherwood Anderson
The Old Wives’ Tale, di Arnold Bennett
Il falco maltese, di Dashiel Hammett
Il rosso e il nero, di Stendahl
I racconti, di Guy De Maupassant
An Outline of Abnormal Psychology, a cura di Gardner Murphy
I racconti, di Anton Cechov
The Best American Humorous Short Stories, a cura di Alexander Jessup
Vittoria, di Joseph Conrad
La rivolta degli angeli, di Anatole France
Le opere teatrali di Oscar Wilde
Santuario, di William Faulkner
All’ombra delle fanciulle in fiore, di Marcel Proust
I Guermantes, di Marcel Proust
La strada di Swann, di Marcel Proust
Vento del sud, di Norman Douglas
The Garden Party, di Katherine Mansfield (è un racconto incluso in tutte le raccolte, anche nelle varie edizioni italiane)
Guerra e pace, di Lev Tolstoj
John Keats e Percy Bysshe Shelley: tutte le opere poetiche


JORGE LOUIS BORGES E I ROMANZI POLIZIESCHI:

Il grande scrittore e intellettuale argentino aveva un amore per un genere considerato solitamente secondario dai letterati: i polizieschi. "Credo che in essi troviamo un doppio piacere, quello del mistero e allo stesso te,po il sapere che questo mistero si risolverà logicamente, cioè non è nun mistero gratuito. Qyurllo cher può sembrarci un caos di fatti raqchhiude un ordine, un segreto. Credo che questo faccia parte del piacere del romanzo poliziesco, certamente nel romanzo di polizia ci sono altri piacere. As esempio nei racconti di Conan Doyle dove l'amicizia di due uomini tanto diversi come Sherlock Holmes e Watson, due uomini che si apprezzano è proprio una delle attrattive del libro.
 Se volete avere maggiori consigli dalla sua viva bocca, basta andare al link dell'intervista riportata su Rai Letteratura: Jorge Luis Borges: la passione per i libri gialli



LEONARDO SCIASCIA E G. A. BORGESE:
  Il fu Sciascia fu tra gli scrittori che comprese l'importanza di consigliare buoni libri al prossimo salvandone alcuni dall'oblio e molti dei suoi lettori dalla monotonia della moda. Tra il 1955 e il 1989 scrisse una serie di brevi saggi raccolti poi da Adelphi in un volume dal titolo "Per un ritratto dello scrittore da giovane" (il saggio del titolo era già stato pubblicato da Sellerio nel 1985) dedicata a quegli autori che egli si dilettava a consigliare. In esso parla di molti scrittori conosciuti e soprattutto di uno quasi sconosciuto, Giuseppe Antonio Borgese, giornalista e genero di Thomas Mann, semiesule negli Usa dopo una sua tiepida avversione al regime fascista, poco amato dagli antifascisti, considerato a torto un intellettuale secondario.
 Sciascia vedeva in lui una grandezza che si rammaricava di non vedergli riconosciuta, un simbolismo nella storia intellettuale d'Italia inedito e particolare.
 Leggere 


LOVECRAFT: 
 Tutti sanno che costui passò molto del suo tempo chiuso in casa, preso da vari malanni, di origine fisica e nervosa e come spesso accade a chi è costretto immobile o recluso per qualche tempo, i libri diventano il conforto e la compagnia (in epoca pre-internet e pre-tv ancor di più). 
Lovecraft racconta di suo pugno che, bambino, amò moltissimo "Le mille e una notte" che lo influenzarono poi nella stesura del ciclo di Chtulhu, mentre da adulto apprezzò molto uno dei primissimi libri di fantascienza: "Etidorhpa" del farmacista John Uri Lloyd.
 Non l'ho letto, lo confesso, soprattutto perché ho già seguito un altro consiglio del Lovecraft lettore: i suoi amati racconti di M. R. James. Confesso di aver cercato questo fulgido esempio di scrittore del mistero e di averlo trovato di una noia tremenda (cosa ci abbia trovato di bello rimane forse uno dei suoi più grandi misteri).

BAUDELAIRE: 
 Tecnicamente Baudelaire non è uno scrittore di genere, tanto meno horror, tuttavia non manca di venare le sue opere di un potente accento perturbante e soprattutto di amare scrittori specifici. Era infatti il nostro spleenatore francese, un grande appassionato di Poe con cui sentiva di avere numerosi punti in comune, sia biografici sia, soprattutto immaginifici. Le atmosfere, allegorie, l'assurdo, la decadenza, erano tutte tematiche che colpirono grandemente Baudelaire portandolo a dedicare lunghi anni della sua vita allo studio del collega americano e alla traduzione della sua opera.
"Sapete perché ho tradotto Poe così pazientemente?", scrisse,"Perché mi assomigliava. La prima volta che ho aperto un suo libro, ho visto, spaventato e affascinato, non solo dei temi da me sognati, ma delle FRASI che avevo pensato, e che lui aveva scritto vent'anni prima".

IL PREMIO ALLA RISCOPERTA MIGLIORE:
  BUKOWSKI-FANTE: 
A me personalmente come scrittore non piace, lo trovo monotono e ripetitivo, ma Bukowski ha avuto ai miei occhi un grandissimo merito: ha permesso di riscoprire un grande come John Fante che io considero infinitamente superiore (e spero che anche lui lo considerasse tale).
 Fante, dopo un buon successo come scrittore era diventato un famoso sceneggiatore, cosa che oltre ai soldi gli aveva portato una pesante crisi personale. Prematuramente caduto in un oblio precipitò in un vortice di problemi di salute, avviato ormai verso un'incerta damnatio memoriae. Bukowski trovò fortuitamente alcuni suoi vecchi romanzi, primo tra tutti il magnifico "Chiedi alla polvere" ormai fuori commercio, in biblioteca e ne rimase folgorato. Volle incontrare Fante e quasi obbligò il suo editore John Martin, della Black Sparrow Press a ripubblicarli. Fante riuscì ad apprezzare appena in tempo la rinnovata gloria, si spense, ormai cieco, pochi anni dopo.

 Ve lo giuro è stato un post di una fatica biblica, voi avete altri luminosi esempi?

4 commenti:

  1. Ammetto di essere un'appassionata di Jane Austen, motivo per cui ho letto 2 romanzi molto cari all'autrice: Evelina di F. Burney e Pamela di S. Richardson. Che posso dire? Contestualizzati non sono dispiaciuti neanche a me, ma ammettiamolo, deve piacere il tipo di scrittura proprio di quel periodo! Quello che però ho apprezzato di più è il romanzo oggetto di Northanger Abbey, I misteri di Udolpho. E' un romanzo ambientato tra la Francia e l'Appennino Emiliano con un'ambientazione gotica, si percepisce bene cos'era considerato "trasgressivo" per l'epoca :)

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  2. In adolescenza lessi un'antologia di racconti horror curata da Lovecraft, "I miei orrori preferiti". C'era ovviamente M.R. James, ma ricordo che più degli altri mi colpirono Bierce e Machen ^^

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  3. Hesse ha scritto un libercolo dal titolo "Una biblioteca della letteratura universale", in cui consiglia a un lettore sprovveduto che voglia crearsi una biblioteca minima da zero i libri essenziali da procurarsi. Include tutti o quasi autori famosi, ms il cinismo con cui ne liquida alcuni o ne esclude altri perché "non essenziali" è delizioso.
    Poi mi viene in mente Calvino come grande consigliatore, in particolare 'perché leggere i classici", ma anche le lezioni americane sono zeppe di citazioni delle sue suggestioni letterarie Anche Stendhal era un feroce consigliatore, stilava elenchi infiniti alla sorella per lettera

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  4. Hesse ha scritto un libercolo dal titolo "Una biblioteca della letteratura universale", in cui consiglia a un lettore sprovveduto che voglia crearsi una biblioteca minima da zero i libri essenziali da procurarsi. Include tutti o quasi autori famosi, ms il cinismo con cui ne liquida alcuni o ne esclude altri perché "non essenziali" è delizioso.
    Poi mi viene in mente Calvino come grande consigliatore, in particolare 'perché leggere i classici", ma anche le lezioni americane sono zeppe di citazioni delle sue suggestioni letterarie Anche Stendhal era un feroce consigliatore, stilava elenchi infiniti alla sorella per lettera

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